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Nasce l’Associazione Lavoratori Preziosi. Meola: “Al fianco delle vittime, senza sostituirci al sindacato”


Dare supporto a gioiellieri, orafi, negozianti ed operatori del settore che hanno subito un reato e che reclamano più sicurezza e più tutele: con questo scopo nasce l’Associazione Lavoratori Preziosi su iniziativa di Marco Meola, esponente di una storica famiglia della gioielleria campana, che ne assume anche la presidenza. “Nessun verrà lasciato solo a seguito di un’aggressione o di un trauma legato ad attività criminali –  spiega il presidente Marco Meola -, costruendo con l’associato un legame di solidarietà e assistenza legale e psicologica. Sottolineo che non nasciamo contro qualcuno o contro qualcosa. Non vogliamo fare attività politica né sindacato. Vogliamo solo essere una voce in più per sostenere chi spesso si trova in condizioni di difficoltà a seguito di una rapina, di un furto, di un reato, che troppe volte determina una condizione di sofferenza non solo economica ma anche psicologica. La nostra associazione si propone di non lasciare soli questi operatori”.

Ma come nasce l’idea di questa associazione? Marco Meola è stato molto vicino a Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour che ora è in galera per aver ammazzato due uomini reagendo ad una rapina. A seguito di questo suo attivismo è stato ospite di diverse trasmissioni televisive sul tema della sicurezza degli operatori del comparto.

Dopo i miei passaggi televisivi ho ricevuto migliaia di sollecitazioni sui social e così ho deciso di avviare questa iniziativa costituendo l’associazione, apolitica, che ha una sede a Napoli ma sarà di respiro nazionale. Gli operatori del comparto che vorranno aderire lo potranno fare attraverso una modulistica che abbiamo predisposto e versando una piccola quota associativa. Avremo tra i nostri esperti, consulenti, avvocati e tecnici che potranno offrire supporto agli associati dalle questioni legali all’istallazione corretta di telecamere per difendere la propria attività”.

L’associazione va completando anche i quadri istituzionali: la vicepresidenza è retta da Angelo Mirandache ringrazio per la disponibilità a lavorare con me – dice Marco Meola – durante questo periodo di vacanza per la costituzione dell’associazione”. La figura del segretario nazionale è ricoperta da Fulvio de Angelis.

Ed ecco dunque le direttrici dell’associazione:

Sicurezza e Incolumità. È il pilastro principale. L’associazione è nata per supportare orafi, gioiellieri e argentieri contro la crescente scia di reati violenti che colpiscono la categoria, offrendo una rete di protezione attiva. Supporto e Tutela delle Vittime: Garantisce che nessun associato venga lasciato solo a seguito di un’aggressione o di un trauma legato ad attività criminali, costruendo un legame di solidarietà e assistenza legale/psicologica. Collaborazione con le forze dell’ordine: In coordinamento con la prefettura, gli agenti di pubblica sicurezza, nei tavoli previsti dalle iniziative a tutela della sicurezza del comparto. Consulenza tecnica. Per l’istallazione e il riposizionamento strategico della videosorveglianza; l’utilizzo del nebbiogeno. Accesso a contributi e fondi: per sostenere programmi di sicurezza e sorveglianza; convenzioni assicurative dedicate ai soci con la stipula di polizze ad hoc.

Il nuovo soggetto giuridico intende porsi al fianco delle attività delle istituzioni, del mondo sindacale e delle associazioni datoriali: “Solo una voce in più nel rispetto dei ruoli – spiega Marco Meola -. Il nostro sarà un contributo di chi vuole sostenere quanti hanno subito un evento che spesso rischia di cambiare loro la vita”.

Il caso Roggero, che stando alle dichiarazioni del presidente Marco Meola è stato uno dei motori per far nascere l’associazione, ha portato nuovamente all’attenzione la questione della sicurezza del comparto. Gli operatori denunciano da tempo di sentirsi insicuri ed impotenti al cospetto di una crescita esponenziale soprattutto di furti, compiuti con tecniche brutali che hanno una durata brevissima, tra i 4 e i sei minuti. Non si può però dimenticare il fenomeno delle rapine in negozio o le aggressioni ai rappresentanti. Recentemente è stato firmato un protocollo da Matteo Piantedosi, dell’Interno e Massimo Andreis, presidente nazionale Federpreziosi per l’attivazione di una serie di misure a tutela del comparto: A Caserta ultimamente una riunione in prefettura per adeguare le misure al citato protocollo. Insomma quello della sicurezza è un tema caldo, un nervo scoperto che tocca tutti gli operatori del settore. Una questione che impone massima attenzione e collaborazione tra operatori, associazioni, sindacati, forze dell’ordine per garantire una vivibilità migliore ad un settore nevralgico per la vita economica del Paese.

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