In tre minuti una banda armata ha assaltato la gioielleria di Ottaviano. Dopo l’ennesimo colpo, Gianluca Attratto chiede una mobilitazione di istituzioni e associazioni di categoria
“Sono arrivati con un’Audi. Sette uomini incappucciati ed armati. Si sono divisi in due gruppi. Il primo ha intimato agli operatori ecologi e ai lavoratori del bar che aveva appena aperto di allontanarsi, il secondo gruppo con un flex portatile ha scardinato la saracinesca poi con piedi di porco hanno sfondato le vetrine e razziato il bottino. Le telecamere hanno ripreso tutto: raid iniziato alle 4,09. Alle 4,12 erano già in fuga. È il secondo colpo in cinque anni che subiamo. E in zona negli ultimi mesi ce ne sono stati dieci, tra Ottaviano san Giuseppe Vesuviano, San Gennaro Vesuviano e aree limitrofe. O prendiamo tutti coscienza che il problema va affrontato in modo drastico o non ne usciamo più”.

È il secondo colpo in cinque anni che subiamo. E in zona negli ultimi mesi ce ne sono stati dieci, tra Ottaviano san Giuseppe Vesuviano, San Gennaro Vesuviano e aree limitrofe. O prendiamo tutti coscienza che il problema va affrontato in modo drastico o non ne usciamo più.
Gianluca Attratto
Con queste parole Gianluca Attratto, della omonima accorsata gioielleria di Ottaviano, racconta il colpo che ha subito qualche giorno fa. “Dobbiamo fare rete tra noi gioiellieri ed operatori del settore – aggiunge – e spingere le istituzioni a fare di più. C’è bisogno ad esempio di più uomini sul territorio e soprattutto che questo territorio venga pattugliato. I rapinatori sanno benissimo che ci sono orari nei quali possono operare indisturbati perché non ci sono pattuglie in giro”.
Recentemente un innovativo protocollo è stato firmato al Viminale per garantire più sicurezza agli orafi, alle gioiellerie e agli operatori del settore. L’intesa è stata siglata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e da Stefano Andreis, presidente Federpreziosi Confcommercio.

Ecco i punti principali dell’intesa: Sistemi di videosorveglianza antirapina integrati con le centrali operative delle Forze di polizia; condivisione di informazioni sugli episodi a danno del comparto; previsione di canali dedicati tra investigatori e referenti dell’associazione di categoria per inoltrare segnalazioni tempestive. Si attende che a livello regionale ci siano i passaggi necessari per l’attuazione della misura.
“Noi di questo protocollo, per ora, nello specifico, non sappiamo nulla. Possiamo immaginare sia una buona iniziativa. Sappiamo però che bisogna fare presto: tra Napoli e provincia, infatti, c’è un furto o una rapina praticamente ogni giorno. È già un momento particolare per il nostro settore, tra nuove norme, dazi, guerre, approccio delle nuove generazioni, speculazioni. Se aggiungiamo anche i reati che subiamo, si capisce che oggi questo lavoro è diventato a rischio. E non voglio certo dire che il problema è solo campano o napoletano. Questo protocollo di cui apprendo adesso è testimonianza che il problema è nazionale. Ho amici nei distretti di Valenza, Arezzo, Vicenza che non dormono la notte. Ed il caso Roggero sta lì a testimoniare che il problema esiste, è grave ed è di ambigua lettura perché poi se reagiamo, rischiamo di più di quanto possano rischiare i rapinatori o i ladri”.
Mario Roggero è un gioielliere di Grinzane Cavour che è stato condannato per aver ammazzato due rapinatori che lo avevano anche riempito di botte. Lui ha invocato la legittima difesa ma il tribunale non l’ha riconosciuta. Ora il caso è in cassazione e il gioielliere rischia la galera. Intanto ha venduto le case di famiglia per far fronte al risarcimento danni che il tribunale gli ha imposto. “Ho partecipato alla raccolta fondi per Mario. Il suo caso è emblematico. Rischiamo che al danno si aggiunga la beffa”.
Gianluca Attratto, considerando le immagini e confrontandosi con altri operatori che hanno subito colpi del genere si è fatta un’idea: “Sono una banda organizzata, penso siano sempre le stesse persone. Dobbiamo chiedere tutti una intensificazione delle indagini ma anche l’applicazione di sistemi di sicurezza più efficaci”.
Ed ha parole anche per il nostro giornale: “Voi di Preziosa Magazine siete il giornale più autorevole per il nostro settore, dovete darci una mano a diffondere le nostre problematiche – conclude – dobbiamo fare fronte comune per avere più voci e smuovere le istituzioni affinché la questione sicurezza possa essere affrontata in modo strutturale. Federpreziosi nazionale, e la sua espressione regionale, Centro orafo il Tarì, Oromare centro produttivo e Preziosa Magazine: dateci una mano, diamoci una mano, cosi non possiamo più andare avanti”.

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