Crisi del comparto orafo, al MIMIT parte il gruppo di lavoro tecnico. Al centro occupazione, credito e tutela dei distretti
L’oreficeria italiana cerca risposte di sistema. Presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy si è insediato il primo Gruppo di Lavoro Tecnico dedicato alla crisi del comparto, con l’obiettivo di individuare misure straordinarie a sostegno delle imprese e dell’occupazione in una fase segnata dalla volatilità del prezzo dell’oro, dalle tensioni geopolitiche e dal rallentamento dei mercati internazionali. Al tavolo, convocato dal MIMIT, hanno preso parte il sottosegretario Mara Bizzotto e i rappresentanti delle principali associazioni di categoria: Luca Parrini per Confartigianato Orafi, Mauro Benvenuto per CNA Orafi e Maria Cristina Squarcialupi per Confindustria Federorafi, insieme ad ABI, Simest, Cassa Depositi e Prestiti e Ministero del Lavoro.
I numeri impongono un’accelerazione. Nei primi quattro mesi del 2026 la produzione del settore ha registrato una contrazione del 24,1%, mentre l’export nel primo trimestre dell’anno è diminuito del 13,9%, con pesanti ripercussioni sui mercati mediorientali. Uno scenario che sta mettendo sotto pressione l’intera filiera e che in molti casi ha già portato al ricorso agli ammortizzatori sociali. La salvaguardia dei distretti produttivi rappresenta oggi la vera priorità strategica. Le aree di Arezzo, Vicenza e Valenza, che da sole concentrano oltre il 60% dell’occupazione nazionale del comparto, costituiscono un patrimonio industriale, manifatturiero e culturale che non può essere disperso. Sono territori che nel tempo hanno costruito competenze uniche, filiere integrate e una capacità di esportazione che ha contribuito in maniera determinante all’affermazione del gioiello Made in Italy nel mondo.
L’avvio del tavolo ministeriale rappresenta dunque un primo segnale concreto: il riconoscimento che l’oreficeria italiana non è soltanto un settore economico, ma una componente identitaria del manifatturiero nazionale che richiede strumenti straordinari per difendere lavoro, competitività e capacità produttiva. Accanto ai grandi distretti storicamente strutturati, resta aperta la questione di quei territori che, pur ospitando importanti realtà imprenditoriali, non sono ancora riusciti a trasformare il proprio potenziale produttivo in un vero sistema distrettuale. È il caso della Campania, dove la ricchezza di competenze e la presenza di aziende di eccellenza continuano a confrontarsi con un distretto frammentato, privo di una regia e di una rappresentanza politico-sindacale sufficientemente autorevole da incidere ai tavoli nazionali.
La crisi in atto dimostra infatti che, accanto alla qualità delle aziende, servono organizzazioni territoriali forti, coese e autorevoli. Perché nei momenti più complessi la capacità di fare sistema diventa essa stessa un fattore competitivo.
Italian Goldsmith Industry Crisis: Government Rallies Around Key Manufacturing Districts
Italy’s goldsmith industry is seeking coordinated action as the Ministry of Enterprises and Made in Italy (MIMIT) has established a Technical Working Group to address the sector’s ongoing crisis. The initiative aims to develop extraordinary support measures for businesses and employment, as manufacturers struggle with soaring gold prices, geopolitical uncertainty, and weakening international demand.
The first meeting brought together Undersecretary Mara Bizzotto, representatives from the leading industry associations—Confartigianato Orafi, CNA Orafi and Confindustria Federorafi—as well as ABI, SIMEST, Cassa Depositi e Prestiti and the Ministry of Labour.
The urgency is reflected in the latest figures: during the first four months of 2026, production fell by 24.1%, while exports declined by 13.9% in the first quarter, with Middle Eastern markets particularly affected. The downturn is placing severe pressure on the entire supply chain, leading many companies to rely on employment support schemes.
Protecting Italy’s historic jewellery districts has become a strategic priority. Arezzo, Vicenza and Valenza account for more than 60% of national employment in the sector and represent an industrial, manufacturing and cultural heritage built on specialised skills, integrated supply chains and strong export capabilities that have made Made in Italy jewellery internationally renowned.
The launch of the ministerial task force signals official recognition that the goldsmith industry is not only an important economic sector but also a cornerstone of Italian manufacturing, requiring exceptional measures to safeguard jobs, competitiveness and production capacity.
At the same time, the crisis has highlighted the challenges facing regions that have significant manufacturing expertise but lack well-organised industrial districts. Campania is a notable example: despite hosting several excellent jewellery companies, its fragmented production network and limited institutional representation reduce its ability to influence national policy discussions.
The current downturn demonstrates that business excellence alone is not enough. Strong, cohesive and credible local organisations are essential, as the ability to act collectively has become a key competitive advantage in times of economic uncertainty.

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