Dopo oltre quattro decenni di attività si chiude l’esperienza dell’associazione. Resta aperta la sfida di preservare il più importante lascito del Club: il patrimonio statistico e di ricerca sviluppato con il Centro Studi di Intesa Sanpaolo, che il settore auspica possa trovare continuità nell’ecosistema di Vicenzaoro e IEG.
Era una chiusura che molti, nel settore, consideravano ormai inevitabile. Da tempo il Club degli Orafi Italia aveva smarrito quella capacità di essere luogo di confronto privilegiato tra le diverse anime della filiera che ne aveva decretato il successo negli anni Ottanta, Novanta e nei primi anni Duemila. I cambiamenti intervenuti nella struttura dell’industria, la crescente concentrazione delle aziende e la difficoltà di coinvolgere nuove energie nell’attività associativa avevano progressivamente ridotto il peso specifico dell’organizzazione. La decisione di scioglimento annunciata in questi giorni chiude dunque una pagina importante della storia del gioiello italiano, ma apre anche una riflessione sul futuro degli strumenti di analisi e rappresentazione del settore.
Resta infatti un’eredità che nessuno vorrebbe vedere dispersa: il lavoro sviluppato insieme al Centro Studi di Intesa Sanpaolo. Le analisi statistiche e gli studi economici prodotti negli anni sono diventati il principale punto di riferimento per comprendere l’evoluzione dell’industria orafa italiana, offrendo una lettura rigorosa e autorevole delle dinamiche produttive, commerciali ed esportative del comparto.
Se il Club degli Orafi conclude il proprio percorso, la vera sfida per il settore sarà ora quella di garantire continuità a questo patrimonio di conoscenza. L’auspicio è che tale attività possa essere raccolta e valorizzata da Vicenzaoro e da IEG, che negli ultimi anni hanno assunto un ruolo sempre più centrale come piattaforma di incontro, confronto e sviluppo per l’intera filiera internazionale del gioiello. Assorbire e proseguire questo osservatorio statistico significherebbe non solo preservare un patrimonio costruito in oltre vent’anni di lavoro, ma anche metterlo al servizio di una visione ancora più ampia e internazionale del settore.
Di seguito il comunicato diffuso dal Club degli Orafi Italia.
Il Club degli Orafi Italia conclude le sue attività dopo 46 anni di servizio al settore
Fondato nel 1980, il Club ha riunito per oltre quattro decenni i protagonisti dell’industria orafa italiana, contribuendo alla ricerca, alla cultura d’impresa e alla promozione internazionale del gioiello italiano.
Milano, 12 giugno 2026 – Il Club degli Orafi Italia ha deliberato lo scioglimento volontario dell’associazione. La decisione è stata presa all’unanimità dal Consiglio Direttivo e ratificata dall’Assemblea Straordinaria dei Soci, dopo un percorso di riflessione avviato negli ultimi mesi del 2025. L’associazione chiude con i conti in ordine, progetti attivi e con la piena dignità di chi ha svolto fino all’ultimo il proprio ruolo con rigore. Fondato nel 1980, il Club degli Orafi Italia ha rappresentato per quattro decenni il punto di riferimento indipendente per i protagonisti dell’industria orafa italiana. Associazione trasversale per vocazione, ha riunito attorno allo stesso tavolo brand di eccellenza, manifatture, dettaglianti, distributori, organizzazioni internazionali e stampa specializzata, nella convinzione che il confronto tra tutti gli attori della filiera fosse la condizione necessaria per generare intelligenza collettiva. La sua missione si è sviluppata su quattro assi: ricerca, formazione, informazione e networking. In ciascuno di questi ambiti il Club ha prodotto valore tangibile e duraturo. Tra i contributi più rilevanti del Club, la collaborazione pluriennale con il Centro Studi di Intesa Sanpaolo per l’analisi congiunturale del settore orafo italiano: un appuntamento semestrale cresciuto nei contenuti nel corso degli ultimi anni e divenuto riferimento imprescindibile per chiunque operi nel comparto. Negli ultimi anni il Club ha ampliato la propria attività: dagli incontri di networking durante VicenzaOro alla gestione di eventi nel corso delle fiere di settore, compresa la partecipazione istituzionale all’estero, dai convegni di approfondimento sugli aspetti sociologici del retail alle visite di eccellenza come quella alla Manifattura Bulgari di Valenza, fino alle iniziative in preparazione con ICE per eventi presso le ambasciate italiane all’estero, attività poi interrotte a causa della decisione di scioglimento. La chiusura del Club è il riflesso di una trasformazione profonda che ha investito l’intero comparto. L’Italia rimane il primo Paese esportatore di gioielli in oro nell’Unione Europea, con una quota superiore al 50% del totale e una crescita media annua delle esportazioni del 19% tra il 2019 e il 2024, nettamente superiore a quella di tutti i competitor. Eppure questa stessa crescita è avvenuta in un contesto di progressiva concentrazione: molte delle aziende che hanno sempre animato il Club sono state acquisite da grandi gruppi internazionali, ed è complesso per figure manageriali e non imprenditoriali ricoprire cariche in un’associazione indipendente. Il bacino di imprenditori autonomi disponibili a investire il proprio tempo nell’associazionismo si è assottigliato. La governance di un’associazione di questo tipo richiede una presenza personale che il contesto attuale non rende più accessibile. “In 45 anni di attività il Club degli Orafi Italia ha saputo essere voce lucida e indipendente del settore. Ha creato
conoscenza, ha facilitato incontri, ha portato sempre di più il punto di vista italiano nelle sedi internazionali con autorevolezza.” afferma Maria Cristina Squarcialupi, Presidente del Club “Chiudiamo con dispiacere ma anche con l’orgoglio di chi sa di aver fatto bene fino all’ultimo il proprio lavoro”
L’archivio documentale e le ricerche prodotte in questi anni rimarranno accessibili.
Per informazioni: info@clubdegliorafi.org – www.clubdegliorafi.org

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