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Physis Annual Summit 2026, oro riciclato, tracciabilità e sostenibilità: la visione della filiera 


Alessandro Pacenti “La filiera è in movimento, da qui un messaggio di consapevolezza e unità.

Si è svolto giovedì 28 maggio il Physis Annual Summit 2026, con protagonisti la filiera della moda e del lusso, che ha presentato le ultime iniziative volte a trasformare la sostenibilità da semplice adempimento normativo a infrastruttura condivisa e competitiva per tutelare il know how industriale e il Made in Italy.

Ester Falletta, direttrice tecnica del Consorzio Physis

L’apertura dei lavori è stata curata dalla dott.ssa Ester Falletta, direttore tecnico Consorzio Physis, il cui intervento ha presentato il lavoro del Consorzio su più fronti. Tra le priorità più rilevanti l’armonizzazione della filiera per creare metriche condivise che rendano confrontabili i risultati tra laboratori, produttori, enti e soggetti terzi. Un secondo focus ha riguardato la ricerca in atto di una definizione per l’oro riciclato e l’approvvigionamento responsabile. Pur non essendo ancora confluito in una norma internazionale compiuta, il lavoro tecnico è stato già recepito da schemi di certificazione come RJC (Responsible Jewellery Council) e LBMA (London Bullion Market Association) ed è stata inoltre prospettata l’apertura di un tavolo europeo CEN per estendere questa riflessione anche ad altri metalli preziosi e al loro utilizzo. Centrale è stato anche il tema della gestione delle acque: il framework discusso punta a valutare rischi e opportunità, valorizzando le best practice già presenti nella filiera.

Da sx, Francesca Rulli, Co-Founder Ympact and 4sustainability; Elisa Monica Gavazza, Sector Lead and Quality Assurance Director con Ester Falletta, direttore tecnico Consorzio Physis

Sono intervenute successivamente Elisa Monica Gavazza, Sector Lead and Quality Assurance Director, che ha illustrato l’evoluzione del lavoro di ZDHC, acronimo di Zero Discharge of Hazardous Chemicals, e il percorso in atto per applicare al settore degli accessori metallici e della galvanica un programma di Sustainable Chemical Management. Il tema centrale è la possibile estensione della MRSL, (Manufacturing Restricted Substances List), alle lavorazioni galvaniche. Gavazza ha insistito sul valore di un framework globale: “È necessario oggi più che mai parlare una lingua comune tra produzioni italiane, asiatiche e internazionali, trasformando la gestione chimica da tema di nicchia a leva strategica di sostenibilità”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento di Francesca Rulli, Co-Founder Ympact and 4sustainability, che ha spiegato come negli ultimi anni la due diligence è passata da una logica “beyond compliance” a una nuova pressione sulla legalità, sulla reputazione e sulla verifica delle filiere italiane. “Le imprese si trovano a ricevere numerosi audit ripetitivi: 15-30 verifiche all’anno, spesso fondate su requisiti sovrapposti in ambiti sociali, salute e sicurezza, autorizzazioni ambientali. Il nostro progetto 4S ETHIC nasce per rispondere a questa frammentazione con un modello condiviso che mira a efficientare il processo e a evitare inutili duplicazioni”.

da sx: Maria Cristina Ligi Sustainable Supply Chain Program Manager @Kering; Enrico Fatarella Environmental Product Quality Manager at LVMH; Gaia di Tommaso Sustainable Supply Chain Program Specialist @Kering

Nel secondo panel sulla Regolamentazione delle sostanze pericolose sono intervenuti Maria Cristina Ligi,  Sustainable Supply Chain Program Manager Kerin,  Enrico Fatarella Environmental Product Quality Manager at LVMH e Gaia di Tommaso Sustainable Supply Chain Program Specialist Kering, che si sono confrontati sulle metodologie impiegate per una bozza di framework, nata per  raccogliere dati sfruttabili e condivisi per la qualità e quantità nella gestione delle acque di scarto della lavorazione.

Da sx: Mauro Bergozza, presidente di Assomac; Carlo Palmieri, per Confindustria Moda e Maria Cristina Squarcialupi, Presidente Confindustria Federorafi; moderati da Giuseppe Scognamiglio, Min. Plen. e Presidente Eastwest

Momento centrale del summit il terzo panel che ha visto protagonisti gli attori di filiera. Partendo dalla criticità del momento storico con la competitività cinese, l’instabilità geopolitica, la volatilità degli Stati Uniti, i tassi sfavorevoli e la crisi in Medio Oriente, Maria Cristina Squarcialupi, Presidente Confindustria Federorafi, Carlo Palmieri, per Confindustria Moda, Mauro Bergozza, presidente di Assomac, moderati da Giuseppe Scognamiglio, Min. Plen. e Presidente Eastwest, hanno richiamato il calo dei fatturati nel tessile e nella pelle e l’apparente incremento economico delle aziende dell’oro, spiegato però più dall’aumento della materia prima che da una crescita effettiva della lavorazione. “Il prezzo dell’oro, spinto dagli acquisti delle banche centrali, dalla dedollarizzazione, dalla finanza e dalle tensioni geopolitiche, ha raggiunto livelli molto elevati, comprimendo la capacità competitiva delle imprese. Si aggiungono tariffe USA, crisi mediorientale, contrazione della Turchia e dipendenza da mercati esteri: l’Italia è primo esportatore mondiale di prodotti orafi e terzo produttore, con una quota di export intorno al 90%. La nostra risposta è la diversificazione dei mercati, il sostegno agli accordi di libero scambio e il rafforzamento del Made in Italy, che è una locuzione abusata, ma che racchiude un lavoro enorme di creatività, design, affidabilità, tracciabilità e sostenibilità.” ha dichiarato la Squarcialupi.

Carlo Palmieri, Coordinatore Comitato Territori Confindustria Moda, ha richiamato la necessità di non restare passivi e ha presentato l’iniziativa di un piano strategico della moda con orizzonte oltre il 2030, fondato su misure di breve termine e azioni strutturali. “Abbiamo proposto al nostro governo agevolazioni sui costi energetici, strumenti come la cassa integrazione a tutela delle maestranze, il riconoscimento del patrimonio manifatturiero, l’armonizzazione delle certificazioni e degli audit. Riconosciamo che un primo passo è stato fatto nella lotta all’ultrafashion con la tassazione sui piccoli pacchi extra UE che alterano la concorrenza, ma il cammino è ancora lungo.

Mauro Bergozza, presidente di Assomac, ha portato la prospettiva dei produttori di tecnologie per pelle, calzatura e pelletterie e ha evidenziato la centralità della tecnologia italiana, rimasta pressoché unica in Europa in alcuni segmenti, “È essenziale che la filiera italiana resti viva, siamo il laboratorio della porta accanto per sviluppare soluzioni da esportareOggi subiamo la concorrenza di Cina e Taiwan, ma la nostra risposta passa da intelligenza artificiale, interconnessione delle macchine, tracciabilità dall’allevamento al prodotto finito e trasferimento di informazioni qualitative e quantitative tra le fasi produttive. Le prospettive restano condizionate dalla crisi dei mercati, ma vi sono segnali di attesa positiva e di ripartenza degli ordini.” 

Alessandro Pacenti, presidente del Consorzio Physis

I lavori sono stati conclusi da Alessandro Pacenti, Presidente, Consorzio Physis, con un messaggio di unità e visibilità: “Tre anni fa non eravamo un settore contemplato, oggi lo siamo. L’esperienza di Physis dimostra che accendere i fari e farsi vedere è fondamentale e che insieme si può andare più lontano e anche più velocemente, facendo innovazione, sostenibilità e compliance lungo tutta la catena del valore, dalle macchine, alle infrastrutture digitali, al prodotto e fino al consumatore”.

https://www.consorziophysis.eu/physis-annual-summit-2026


Recycled Gold, Traceability and Sustainability: The Supply Chain Vision at the Physis Annual Summit

The Physis Annual Summit 2026 took place on Thursday, May 28, bringing together key players from the fashion and luxury industries to present the latest initiatives aimed at transforming sustainability from a mere regulatory requirement into a shared and competitive infrastructure capable of protecting industrial know-how and the value of Made in Italy.

The event opened with a speech by Ester Falletta, Technical Director of the Physis Consortium, who outlined the Consortium’s activities across several strategic areas. Among the most significant priorities is the harmonization of the supply chain through the development of shared metrics capable of making results comparable across laboratories, manufacturers, certification bodies and third-party stakeholders.

A second focal point concerned the ongoing effort to define recycled gold and responsible sourcing. Although this work has not yet resulted in a fully developed international standard, its technical principles have already been incorporated into certification schemes such as the Responsible Jewellery Council (RJC). The possibility of establishing a European CEN working group was also discussed, with the aim of extending this reflection to other precious metals and their applications.

Water management was another key topic. The framework under discussion seeks to assess both risks and opportunities while promoting the best practices already implemented throughout the supply chain.

Subsequently, Elisa Monica Gavazza, Sector Lead and Quality Assurance Director, illustrated the evolution of ZDHC (Zero Discharge of Hazardous Chemicals) and the ongoing efforts to apply a Sustainable Chemical Management program to the metal accessories and electroplating sectors. The central issue is the possible extension of the MRSL (Manufacturing Restricted Substances List) to electroplating processes.

Gavazza emphasized the importance of a global framework: “Today more than ever, it is necessary to speak a common language among Italian, Asian and international manufacturers, transforming chemical management from a niche issue into a strategic sustainability lever.”

A similar perspective was offered by Francesca Rulli, Co-Founder of Ympact and 4sustainability, who explained how due diligence has evolved in recent years from a “beyond compliance” approach into a growing focus on legality, reputation and supply chain verification.

“Companies are facing a growing number of repetitive audits—between 15 and 30 per year—often based on overlapping requirements related to social issues, health and safety, and environmental authorizations. Our 4S ETHIC project was created to address this fragmentation through a shared model aimed at streamlining the process and avoiding unnecessary duplication.”

A central moment of the Summit was the panel discussion featuring leading representatives of the supply chain. Starting from the challenges posed by Chinese competitiveness, geopolitical instability, uncertainty in the United States, unfavorable interest rates and the crisis in the Middle East, Maria Cristina Squarcialupi, President of Confindustria FederorafiCarlo Palmieri for Confindustria Moda, and Mauro Bergozza, President of Assomac, moderated by Giuseppe Scognamiglio, President of Eastwest, addressed the decline in revenues within the textile and leather sectors and the apparent economic growth of gold-related companies.

According to the panelists, the increase in turnover within the gold industry is largely attributable to the soaring price of raw materials rather than to actual growth in manufacturing activity.

“Gold prices, driven by central bank purchases, de-dollarization trends, financial markets and geopolitical tensions, have reached extremely high levels, compressing companies’ competitive capacity. Added to this are U.S. tariffs, the Middle East crisis, the contraction of the Turkish market and dependence on foreign markets. Italy is the world’s leading exporter of jewelry products and the third-largest producer, with exports accounting for around 90% of production. Our response lies in market diversification, support for free trade agreements and the strengthening of Made in Italy—a term often overused, yet one that encompasses an enormous amount of creativity, design, reliability, traceability and sustainability,”stated Squarcialupi.

Carlo Palmieri, Coordinator of the Territorial Committee of Confindustria Moda, stressed the need for proactive action and presented the initiative for a strategic fashion plan extending beyond 2030, based on both short-term measures and long-term structural actions.

“We have proposed measures to the Italian government including energy cost relief, support tools such as wage supplementation schemes to protect skilled workers, recognition of Italy’s manufacturing heritage, and the harmonization of certifications and audits. We acknowledge that a first step has been taken in combating ultra-fast fashion through the taxation of small parcels arriving from outside the EU, which distort competition, but the road ahead remains long.”

Representing manufacturers of technologies for leather goods, footwear and leather accessories, Mauro Bergozza, President of Assomac, highlighted the strategic importance of Italian technology, which remains virtually unique in Europe in certain segments.

“It is essential that the Italian supply chain remains alive. We are the laboratory next door, developing solutions that can then be exported worldwide. Today we face competition from China and Taiwan, but our response lies in artificial intelligence, machine interconnectivity, traceability from farming to finished product, and the transfer of qualitative and quantitative information throughout the production process. Although market conditions remain challenging, there are positive signs suggesting a recovery in orders.”

The Summit concluded with remarks by Alessandro Pacenti, President of the Physis Consortium, who delivered a message centered on unity and visibility.

“Three years ago our sector was not even being considered; today it is. The Physis experience demonstrates that shining a spotlight on our work and making ourselves visible is essential. Together, we can go further and faster, promoting innovation, sustainability and compliance throughout the entire value chain—from machinery and digital infrastructures to products and ultimately the consumer.”

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