Nato su richiesta diretta del distretto orafo, il Master Executive in Storia, Design e Marketing del Gioiello dell’Università di Siena si conferma un modello concreto di alta formazione e occupazione. Tra aula e laboratorio, stage mirati e inserimento immediato nelle imprese – anche in realtà come Prada – il percorso arriva a Oroarezzo con uno stand dedicato, diventando punto di riferimento per i giovani che vogliono entrare davvero nel settore.

“Dal master si esce con le competenze, le abilità, la preparazione che consentono di entrare subito nel mondo del lavoro. L’iniziativa peraltro è nata proprio da una richiesta specifica delle aziende presenti nel nostro distretto. Il 75per cento dei nostri ragazzi, oggi, ha un lavoro stabile ed anche in posizioni e aziende di prestigio come Prada o Penco. E guadagnano anche più di me”.
Paolo Torriti
Con questa sintesi Paolo Torriti, direttore del “Master Executive in Storia Design e Marketing del Gioiello” introduce l’intervista su questo progetto dell’Università degli studi di Siena, dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature Antiche e Moderne, al quale collabora anche il Campus di Arezzo, che forma professionisti, artigiani, ma anche potenziali imprenditori ed esperti di marketing perché “il percorso è strutturato per dare la possibilità a chi partecipa di uscirne con le idee chiare su cosa fare dopo”.
E proprio in queste settimane dodici ragazzi hanno ricevuto il titolo: si tratta di Elena Bacati, Sofia Benvenuti, Martina Buggiani, Martina Colombi, Sonia Gramaglia, Elena Moscara, Alessandra Reali, Marta Zucconi.

Il Master nasce nel 2012 a seguito di una richiesta specifica da parte di Camera di Commercio, Confindustria, Distretto orafo aretino, (oggi è coinvolto anche il distretto di Firenze) di creare un percorso di alta formazione che rispondesse all’esigenza di questo settore.
Ancora oggi questi soggetti promuovono e sostengono l’iniziativa con borse di studio (Tra gli enti promotori e sostenitori: Federazione Orafi ed argentieri, Confartigianato Imprese Federorafi Sezione orafi Argentieri Cna Arezzo, Unione orafi Confapi Arezzo, Consulta provinciale dei produttori).
Il costo del percorso, tremila euro, peraltro, è abbastanza contenuto se lo si paragona ad altre esperienze. Ma una borsa di studio fa sempre comodo e testimonia l’interesse di un intero territorio affinché i giovani possano trovare occupazione stabile e non desiderino andare all’estero come accade per molti di loro.
“Ho quindi pensato a un master di alta formazione che fosse organizzato in quattro moduli: Storia del gioiello, Tecniche di management, Tecniche orafe, Design, affinché si potesse valutare tutto il percorso del gioiello, dal disegno al prodotto e dal prodotto al mercato. Duecento le ore di moduli didattici, cento di laboratorio”. Complessivamente: 60 cfu.
Alla fine del Master gli studenti iniziano un percorso in azienda. Che, come detto, spesso finisce per essere il primo passo per l’assunzione. Lo stage può essere realizzato non solo in aziende orafe ma anche in laboratori artigianali a seconda delle caratteristiche e dei desideri dell’allievo che emergono durante il corso.

Ma come avviene la selezione per entrare nel master e quanti posti annualmente sono previsti?
“Tutti i laureati possono iscriversi al Master, poi però c’è una selezione perché possiamo seguire solo dodici studenti per ogni anno di corso, appunto per dare l’opportunità a quanti partecipano di trovare lavoro, perché l’obiettivo è quello – spiega Paolo Torriti -. Per ciò che attiene alla selezione c’è una commissione che considera il curriculum e le motivazioni di ogni candidato attraverso un colloquio”.
C’è una particolare attenzione anche alle caratteristiche e alle peculiarità di ogni studente che viene indirizzato allo stage in base alle proprie predisposizioni. Quindi c’è chi si specializza in design o in marketing e in base a queste predisposizioni viene indirizzato ad uno specifico ruolo per lo stage in azienda.

La commissione che segue l’attività del Master è formata dallo stesso Paolo Torriti, professore aggregato di Laboratorio di Storia e Progettazione dell’Oreficeria, dai vicedirettori Giovanni Raspini, architetto, designer e imprenditore toscano, fondatore dell’omonimo marchio di alta gioielleria artigianale, noto per la lavorazione dell’argento e l’eccellenza Made in Italy e Lorenzo Zanni, professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese presso l’Università degli Studi di Siena che segue in particolare il modulo del marketing.
Nella esperienza che deriva da questo percorso, il professor Torriti trae anche una ulteriore sintesi: molti giovani sono interessati ad entrare nel mondo del “gioiello” non solo perché attratti dalle abilità artigianali, dal desiderio fantasioso di crearne il design, ma anche per sviluppare tecniche di vendita e di conoscenza del mercato a tal punto che spesso proprio il marketing è diventato uno dei percorsi più scelti ed interessanti per gli studenti.
“Mi piace sottolineare che le figure formate da noi hanno poi scelto percorsi diversificati, ad esempio c’è chi è entrato in bottega perché ha preferito dedicarsi manualmente alla oreficeria – spiega Torriti -, c’è chi ha poi trovato posto in aziende prestigiose innovando la tradizione del design; c’è anche chi poi ha fatto una scelta che si può ritenere più complessa ovvero si è lanciato ne mondo della imprenditoria riuscendo ad avere il successo sperato. E c’è anche chi ha creato delle start up”.

Va ulteriormente sottolineato un aspetto di questo Master: il percorso è finalizzato a trovare lavoro. Chi esce con il titolo diventa appetibile per il settore. E trova occupazione.
“Quando ci abbiamo pensato non ci siamo mai posti il problema di creare l’ennesimo diplomificio. Abbiamo voluto rispondere ad una doppia esigenza: quella delle aziende che volevano personale preparato e specializzato – conclude Torriti -, quello dei giovani che volevano specializzarsi e trovare lavoro nel settore”.
L’Università di Siena avrà uno stand al prossimo appuntamento di Oroarezzo proprio per presentare i prodotti relativi agli insegnamenti specifici e il master in “Storia, Design e Marketing del gioiello”, costituirà senza dubbio uno dei momenti più interessanti per i giovani. Ed in conclusione c’è da aggiungere una considerazione: questo Master è esempio virtuoso di come la collaborazione tra soggetti istituzionali – imprenditoriali ed Università determini alta formazione (della quale le aziende hanno assoluto bisogno sia nel campo del Design che nel campo della promozione, che nell’utilizzo di macchine complesse) e susseguentemente alta occupazione.
Sarebbe il caso di seguire questo esempio anche in altri settori.
Per contatti: paolo.torriti@unisi.it
Le testimonianze degli studenti
Elena Bacati, dal Master al mestiere: il valore (ancora da condividere) del saper fare orafo
Il Master Executive dell’Università degli Studi di Siena conferma la sua vocazione professionalizzante tra teoria e laboratorio. E mentre il settore tutela con attenzione il proprio know-how, per i giovani si apre la sfida – e l’opportunità – di trasformare competenze acquisite in accesso concreto al mestiere.
“Avevo voglia di un percorso che mi arricchisse e che sentissi più vicino al mio mondo. Così mi sono iscritta al master e l’esperienza è stata molto interessante, positiva senza dubbio e molto professionalizzante”.

Elena Bacati è una delle giovani dottoresse ad aver frequentato ed ottenuto il master executive in “Storia Design e Marketing del Gioiello”, diretto dal professor Paolo Torriti, organizzato dall’Università di Siena, dipartimento di Filologia e Lettere Moderne con la collaborazione del Campus di Arezzo e su richiesta di Confindustria e di tante aziende dei distretti che insistono sul territorio toscano tra Arezzo e Firenze per il quale c’è stata recentemente la proclamazione ufficiale.
Da quale corso di laurea proveniva?
Mediazione culturale, ho studiato inglese, spagnolo e francese.
E perché ha scelto questo master che sembra completamente estraneo alla prima scelta dei suoi studi?
Ho deciso di completare la mia formazione con un percorso che fosse più vicino al mio sentire. Amo la fotografia, fotografare il bello ed amo il mondo del gioiello. Così il master è stato un approdo naturale.
Che esperienza ha tratto dal master?
Guardi, il percorso è stato molto positivo, interessante, formativo. Abbiamo imparato molto. I nostri professori sono stati molto bravi nel coinvolgerci.
Il master era suddiviso in ore di teoria e di pratica: ha trovato questa suddivisione confacente alle sue aspettative?
Sì, certamente. Personalmente avrei preferito che le ore di teoria fossero più diluite nel tempo perché le lezioni erano spesso molto impegnative. Capisco però che bisogna restare nell’ambito di un percorso prestabilito. Le ore di formazione e di stage poi sono state molto pregnanti e formative.
Su cosa ha sviluppato le sue abilità?
Ho appreso come si lavora a maglia, come lucidare gli anelli e timbrarli. Detta così sembra un’operazione di poco conto. Invece è interessante da svolgere, si apprende molto, si capisce quanto lavoro c’è dietro la preparazione e la presentazione del gioiello e quanta professionalità c’è da acquisire. Ho avuto modo di realizzare un prodotto tutto mio, una collana.
Dove ha svolto questo tipo di esperienza?
In due aziende particolarmente importanti a Firenze, Martinelli e Giannone.
La collana poi dove è finita?
L’abbiamo presentata alla biennale di Firenze e al museo civico di Siena. Tutti noi partecipanti abbiamo realizzato dei prodotti che abbiamo presentato in queste due occasioni.
Il rapporto con i suoi colleghi? C’è stata collaborazione?
Sì. Certamente. Eravamo tutti vogliosi di imparare. Sono in contatto ancora con due colleghe di Firenze con le quali spesso ci sentiamo: con loro è più facile perché viviamo nella stessa città.
Il master ha l’obiettivo di formare professionalità pronte per entrare nel mondo del lavoro: lei si è inserita o è ancora in cerca?
Sto ancora cercando. C’è da dire che a volte gli orafi sono un po’ gelosi nel trasmettere le loro abilità. Questo a volte può frenare la possibilità di inserimento per noi giovani.
Ma resterà in questo ambito? Non si farà scoraggiare da qualche porta chiusa? D’altra parte avete finito da poco il Master…
L’intenzione è di trovare lavoro in questo settore. Il Master ci ha formati bene. Diamo tempo al tempo. Qualche porta si aprirà
Da Macerata ad Arezzo, Elena Moscara: quando la formazione diventa accesso al sistema gioiello
Il Master Executive in Storia, Design e Marketing del Gioiello dell’Università degli Studi di Siena si conferma un acceleratore di competenze e opportunità: un percorso trasversale che integra cultura, progettazione e visione strategica, aprendo un accesso diretto al mondo professionale del gioiello.

Elena Moscara ha deciso di spostarsi da Macerata ad Arezzo per poter seguire il “Master Executive in Storia Design e Marketing del Gioiello” progetto dell’Università degli studi di Siena, dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature Antiche e Moderne, al quale collaborano anche il Campus di Arezzo, Confindustria ed altre realtà istituzionali e aziendali toscane. Il motivo: trovare un percorso di studi che approfondisse ulteriormente gli studi avviati.
“Ho una laurea magistrale in archeologia e storia dell’arte e quindi mi incuriosiva molto il modulo che prevede approfondimenti sulla storia del gioiello. Poi ho avuto modo di approfondire anche aspetti per me totalmente nuovi come marketing e design e questo mi ha aperto a competenze che non conoscevo, dato il mio corso di studi”.
Nel complesso come giudica questa esperienza?
Formativa senza dubbio. Con la possibilità di apprendere tecniche e di svolgere approfondimenti culturali non di poco conto. Devo dire che anche i nostri docenti sono sempre stati molto disponibili ed aperti: belle persone, come si dice.
Quali sono stati gli insegnamenti che l’hanno colpita di più?
Per mio gusto personale ho trovato particolarmente attrattive le lezioni con Stefania Martiniello per Demologia e Alessio Boschi per il Design. Mi hanno aperto le porte per la conoscenza di materie ed argomenti che non immaginavo di poter conoscere e di potermici appassionare poi.
Avendo vissuto interamente il master: la struttura e l’impostazione l’hanno convinta?
Sì, senza dubbio. Magari avrei avuto piacere di lezioni ancor più approfondite ad esempio sul marketing del quale sapevo praticamente nulla. Ma capisco che essendo un master che dà panoramica su tante argomentazioni e materie, non si poteva chiedere di più. Devo dire però che la valutazione complessiva che posso dare a tutta l’esperienza è più che positiva. Mi sento appagata sia dalla materia che avevo scelto, storia del gioiello, che dalle alte.
I partecipanti al master hanno poi realizzato un prodotto che è stato esposto in varie occasioni: lei cosa ha realizzato?
Una collana da indossare di schiena con una parure di anelli ed orecchini che è stata scelta per il concorso giovani orafi. Ho potuto con questa realizzazione partecipare a Vicenza-Oro, una esperienza molto appagante che potrei ripetere quest’anno con un altro prodotto… vedremo c’è tempo. In questa esperienza devo dire fondamentale il contributo che mi è stato dato da Alessio Boschi e Crivelli.
Il rapporto con i suoi colleghi? C’è stata collaborazione?
Sì, collaborazione con bellissime persone. Poi però c’è stato un impulso a dare il meglio che il nostro direttore il professor Torriti ci ha spronato a dare incoraggiandoci a creare spirito di squadra.
Formazione diretta al lavoro: questo lo spirito del master. Ha trovato rispondenza a questo “spirito”?
Guardi, la preparazione è professionalizzante quindi si esce dal master con competenze che possono essere da subito utilizzate in aziende. Addirittura qualche collega si è messo in proprio con un buon successo. Personalmente valuto il master come esperienza che ha consentito di conoscere persone e di entrare in certi ambienti. E questo consente di coltivare qualche speranza per il futuro.
Con Riccardo Penko e Sekula Malgorzata arrivano successi a livello nazionale ed internazionale
Il “Master Executive in Storia Design e Marketing del Gioiello” dell’Università degli studi di Siena, dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature Antiche e Moderne, al quale collaborano: Campus di Arezzo, Camera di Commercio, Confindustria, Distretto orafo aretino, (oggi è coinvolto anche il distretto di Firenze) Federazione Orafi ed argentieri, Confartigianato Imprese Federorafi Sezione orafi, Argentieri Cna Arezzo, Unione orafi Confapi Arezzo, Consulta provinciale dei produttori, ha visto diplomati due giovani che si sono distinti a livello nazionale ed internazionale: si tratta di Riccardo Penko e di Sekula Malgorzata. Il primo, erede di una bottega storica di Firenze, ha realizzato 530 gioielli per il film “Il Conclave” (2024), ed è impegnato in diverse scelte e produzioni di livello internazionale; la seconda è un’artista polacca che dopo aver mietuto successi in giro per l’Europa ha scelto l’Italia per completare la sua formazione e fermarsi a lavorare qui: oggi, è impiegata presso il Silver Light club di Arezzo e ricopre la posizione di Jewellery Designer.

Sekula Malgorzata, in particolare, frequentando il Master di Siena, ha perfezionato le sue competenze nel percorso radici artistiche. (Si era già laureata a Poznan (Polonia) in pittura con un Bachelor Art).
Tra le sue creazioni spicca la collezione di gioielli “Cristallo e Nastro” (Crystal and Ribbon), prodotta da “Silver Chain Arezzo”, che trae ispirazione estetica dal folklore polacco integrando materiali moderni. Ha vinto anche diversi premi e ricevuto riconoscimenti, tra questi: 1° Premio “Ego-SÉ Contest” (Firenze, 2017): vincitrice assoluta per il design di accessori. “Award all’Allmazing Contest” (Monza/Milano, 2017): riconoscimento per l’eccellenza nel design creativo.
“Cercando un corso di design del gioiello sul internet, ho trovato il Master di Siena. L’ho scelto a causa della possibilità di fare lo stage presso una azienda orafa che è un collegamento importante fra l’Università e il lavoro di designer – dice in un suo post sul sito dell’Università -. Durante il corso ho apprezzato particolarmente la parte teorica che è un mezzo importante per la progettazione e la conoscenza pratica. Sono venuta dalla Polonia per fare questo corso e alla fine sono molto soddisfatta, perché ho così realizzato il mio primo obbiettivo”.

Riccardo Penko è esponente della terza generazione della Bottega orafa “Penko” è figlio del Maestro Paolo Penko e di Beatrice, esperta in gemmologia. Si è laureato in “Storia e Tutela dei Beni Artistici”. Questo percorso gli ha permesso di affrontare ogni creazione non solo come un oggetto estetico, ma come un pezzo intriso di significato storico e culturale. Per completare la sua formazione è passato dal Master dell’Università di Siena.
Dei gioielli realizzati per “Conclave”, si è detto. Ma va aggiunto per completezza che Riccardo Penko ha lavorato anche la parte posteriore dei “gioielli” per dare un che di autenticità teologica. Avendo ricevuto il film una nomination all’Oscar per i costumi, Riccardo Penko è andato in America per la cerimonia di premiazione ed ha consegnato a Stanley Tucci la croce realizzata per il film. (La croce progettata da Penko per il cardinale interpretato da Tucci si ispira al disegno giottesco dei crocifissi francescani. Al centro, appoggiato su un fascio di luce, si trova il simbolo del pellicano con i suoi piccoli. Secondo un’antica leggenda se i pulcini rischiassero di morire di fame, il pellicano aprirebbe il petto per nutrirli con il proprio corpo. Questa simbologia riporta al sacrificio di Cristo: che nel rito eucaristico nutre con il proprio corpo la Chiesa ed i fedeli).
L’attività ormai così ben avviata ha portato Riccardo a realizzare anche gioielli per la serie Netflix “La ballata di un piccolo giocatore” (2025).
Va ricordato che la Bottega Penko di Firenze è di valenza storica: con il fratello Alessandro conserva le tecniche di lavorazione che risalgono al rinascimento mantenendone la tradizione ed il segreto del “Penkato” ovvero di una tecnica di lavorazione esclusiva inventata dal maestro Paolo Penko (padre di Alessandro e Riccardo). Si tratta di un particolare tipo di incisione “a bulino” eseguita interamente a mano sulla superficie del metallo prezioso (oro o argento).
Questa lavorazione determina una trama di piccoli solchi che conferiscono al gioiello una lucentezza tridimensionale e setosa. La luce viene riflessa in modo vibrante, dando al metallo un aspetto morbido, quasi simile a un tessuto prezioso.
Education That Becomes Employment: Siena’s Master Program Presents Itself at Oroarezzo
Created at the direct request of the goldsmith district, the Executive Master’s in Jewelry History, Design and Marketing at the University of Siena has established itself as a concrete model of advanced education and career placement. Through classroom learning, laboratory experience, targeted internships, and immediate entry into companies — including prestigious names such as Prada — the program arrives at Oroarezzo with its own dedicated stand, becoming a key reference point for young people who truly want to enter the industry.
“Graduates leave the Master with the skills, abilities, and preparation needed to enter the workforce immediately. The initiative itself was born from a specific request by companies in our district. Today, 75 percent of our students have stable jobs, including positions in prestigious companies such as Prada and Penco. And they even earn more than I do.”
With this summary, Paolo Torriti, director of the Executive Master’s in Jewelry History, Design and Marketing, introduces this University of Siena project, developed within the Department of Philology and Criticism of Ancient and Modern Literatures, with the collaboration of the Arezzo Campus. The program trains professionals, artisans, potential entrepreneurs, and marketing experts because “the course is structured to ensure that participants leave with a clear idea of what they want to do next.”
n recent weeks, twelve students received their qualifications: Elena Bacati, Sofia Benvenuti, Martina Buggiani, Martina Colombi, Sonia Gramaglia, Elena Moscara, Alessandra Reali, and Marta Zucconi.
The Master was launched in 2012 following a specific request from the Chamber of Commerce, Confindustria, and the Arezzo gold district (today also involving the Florence district) to create an advanced training path capable of meeting the needs of this sector.
These organizations still actively promote and support the initiative through scholarships. Among the supporting institutions are the Federation of Goldsmiths and Silversmiths, Confartigianato Imprese Federorafi, CNA Arezzo Goldsmiths and Silversmiths Section, Unione Orafi Confapi Arezzo, and the Provincial Council of Producers.
The cost of the program — three thousand euros — is relatively affordable compared to many other educational experiences. Scholarships, however, are always valuable and demonstrate the commitment of an entire territory to ensuring young people can find stable employment locally, rather than feeling compelled to move abroad, as often happens.
“I therefore designed a high-level Master’s program structured around four modules: Jewelry History, Management Techniques, Goldsmithing Techniques, and Design, so that students could evaluate the entire jewelry process, from concept to product and from product to market. There are 200 hours of taught modules and 100 hours of laboratory work.” In total, the program awards 60 academic credits.
At the end of the Master, students begin a placement in a company. As mentioned, this often becomes the first step toward full employment. Internships can take place not only in jewelry companies but also in artisan workshops, depending on each student’s characteristics and ambitions, which emerge throughout the course.
But how are candidates selected, and how many places are available each year?
“All graduates may apply to the Master, but there is a selection process because we can only follow twelve students per year, precisely in order to maximize their opportunities to find work — because that is the objective,” explains Paolo Torriti. “As for selection, there is a committee that evaluates each candidate’s curriculum and motivation through an interview.”
Special attention is also given to each student’s unique characteristics and talents, with internship placements tailored to their aptitudes. Some specialize in design, others in marketing, and based on these inclinations they are directed toward specific roles during their company placements.
The committee overseeing the Master includes Paolo Torriti himself, Associate Professor of Laboratory of History and Design of Goldsmithing; vice directors Giovanni Raspini, architect, designer, and Tuscan entrepreneur, founder of the renowned artisanal high-jewelry brand known for silver craftsmanship and Made in Italy excellence; and Lorenzo Zanni, Full Professor of Business Economics and Management at the University of Siena, who oversees the marketing module.
From his experience with the program, Professor Torriti draws another important conclusion: many young people are interested in entering the jewelry world not only because they are attracted by artisanal craftsmanship or the imaginative desire to create design, but also because they want to develop sales techniques and market knowledge — to the point that marketing has often become one of the most chosen and compelling paths for students.
“I like to emphasize that the people we have trained have gone on to pursue highly diverse careers. Some entered workshops because they preferred hands-on goldsmithing,” Torriti explains. “Others joined prestigious companies, innovating design traditions. Some made what could be considered the more challenging choice of launching into entrepreneurship and achieving the success they hoped for. Others have even created start-ups.”
One further aspect of this Master deserves emphasis: the program is specifically designed to lead to employment. Those who graduate become highly attractive to the sector. And they find work.
“When we conceived it, we never intended to create just another diploma mill. We wanted to respond to a double need: companies needed well-trained, specialized staff, and young people wanted to specialize and find work in the sector,” Torriti concludes.
The University of Siena will have its own stand at the upcoming Oroarezzo event to present projects related to its specialized teaching and the Master’s in Jewelry History, Design and Marketing. It will undoubtedly be one of the most interesting opportunities for young people attending.
n conclusion, this Master represents a virtuous example of how collaboration among institutions, businesses, and universities can generate advanced education — something companies urgently need in design, promotion, and the use of complex machinery — and, consequently, strong employment outcomes. It is a model that other sectors would do well to follow.

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