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GemGenève celebra la decima edizione: il gioiello torna a essere cultura, mestiere e mercato


Dal 7 al 10 maggio 2026 al Palexpo di Ginevra, oltre 240 protagonisti internazionali, una forte attenzione ai métiers d’art, ai giovani talenti, ai diamanti colorati e alla trasmissione del saper fare.

Dal 7 al 10 maggio 2026 GemGenève torna al Palexpo di Ginevra per una decima edizione che conferma, e rilancia, la sua identità più autentica: essere molto più di una fiera. Nata nel 2018 per volontà di Thomas Faerber e Ronny Totah, la manifestazione si è affermata come punto d’incontro internazionale per mercanti di pietre preziose, gioielli antichi, designer, collezionisti, istituzioni, scuole e appassionati. Il suo tratto distintivo resta quello di un salone creato dagli espositori per gli espositori, con una dimensione volutamente selettiva, intima e relazionale. A sottolinearlo è Thomas Faerber, co-fondatore di GemGenève: “Attribuiamo la stessa importanza alle pietre preziose, alla creazione e al design del gioiello, così come alla solidarietà autentica, capace di riunire la comunità internazionale dei commercianti, dei designer e di tutti coloro che condividono la passione per i gioielli”.

L’edizione 2026 riunirà oltre 240 protagonisti del settore: mercanti internazionali, aziende familiari, designer emergenti, partner culturali, scuole, istituti di formazione, laboratori gemmologici e librerie specializzate. Più di 200 dealer presenteranno pietre eccezionali, gioielli heritage, pezzi vintage e creazioni contemporanee, in un percorso pensato non solo per vendere, ma per generare conoscenza, confronto e scoperta. GemGenève conferma anche la sua vocazione internazionale, con espositori provenienti da 17 Paesi. Gli Stati Uniti saranno ancora una volta la presenza più numerosa, seguiti da Belgio e Svizzera, mentre l’Asia sarà rappresentata da Hong Kong, Thailandia, India, Singapore e Sri Lanka.

Tra le novità figurano 11 nuovi espositori provenienti, tra gli altri, da Regno Unito, Israele, Hong Kong, Stati Uniti e India. Ma il cuore della decima edizione sarà soprattutto culturale. Il programma, diretto da Mathieu Dekeukelaire, trasformerà la fiera in un’esperienza immersiva: mostre, talk, interviste, tavole rotonde, workshop, librerie temporanee e dimostrazioni dal vivo accompagneranno i quattro giorni di manifestazione. Tra gli appuntamenti centrali spicca la mostra “Shaping Matter, Enhancing Beauty”, dedicata al rapporto tra materia, gesto e bellezza. Un percorso che valorizza il saper fare artigianale e la capacità dell’uomo di trasformare materiali preziosi in oggetti di cultura.

Grande attenzione sarà riservata anche ai Métiers d’Art, con un nuovo spazio all’interno del Knowledge Village. Qui il pubblico potrà incontrare maestri artigiani e osservare tecniche rare, spesso poco conosciute, ma fondamentali per comprendere il vero valore del gioiello. “In un momento in cui performance e produttività dominano anche l’industria del lusso, è essenziale promuovere chi ha un’altra idea di esclusività“, afferma Ronny Totah. “Il valore di alcuni gioielli risiede soprattutto nel tempo necessario per realizzarli e nella somma di competenze che racchiudono». Tra i progetti più significativi torna Prismatica, esperienza di creazione dal vivo che vedrà quattro artigiani indipendenti — Rim Bürki, Sonja Petschnig, Félicien Riondel e Matteo Stauffacher — lavorare insieme alla realizzazione di un gioiello durante i giorni della fiera.

Il pubblico potrà seguire ogni fase: incastonatura, incisione, smalto e lavorazione orafa. Un modo concreto per rendere visibile ciò che spesso resta nascosto dietro la perfezione finale di un gioiello. Ampio spazio anche alla formazione e ai giovani talenti. Per il sesto anno consecutivo, GemGenève accoglierà gli studenti della HEAD – Haute École d’Art et de Design di Ginevra, coinvolti in un progetto ispirato al Grand Théâtre de Genève e dedicato al gioiello di scena.

Nadege Totah organizzatrice GemGeneve-©David Fraga

Fin dall’inizio GemGenève è stato un luogo d’incontro per tutti gli attori del mondo del gioiello“, spiega Mathieu Dekeukelaire. “Abbiamo anche il compito di accogliere chi entra nel settore e di preparare i giovani a muovere i primi passi nel business“. Nadège Totah, co-organizzatrice della manifestazione, insiste proprio su questo punto: sostenere i giovani designer significa preservare l’anima del gioiello. “I giovani incarnano audacia, creatività e sensibilità contemporanea. GemGenève offre loro una reale esposizione accanto ai grandi protagonisti del settore“. Sul fronte del mercato, uno dei focus principali sarà dedicato ai diamanti colorati, segmento sempre più ricercato da collezionisti e investitori. Oltre 50 espositori presenteranno diamanti colorati, mentre meno di dieci dealer saranno specializzati esclusivamente in questo segmento. Altro tema forte sarà quello delle tendenze materiche: perle di grande diametro, diamanti cabochon, tagli non standard, Old Mine cuts e pietre capaci di raccontare una bellezza meno convenzionale, più individuale e più carica di carattere. In questo senso GemGenève conferma una linea precisa: non inseguire soltanto il lusso come valore economico, ma raccontarlo come cultura, conoscenza, tempo e relazione. Una visione che emerge anche nelle parole di Nadège Totah: “GemGenève è soprattutto fatto di persone. È questo che dà alla manifestazione la sua atmosfera unica». E ancora: «Il nostro obiettivo è trasmettere conoscenza, condividere e suscitare curiosità. Se i visitatori escono con l’immaginazione accesa e una comprensione più profonda di questo mondo, avremo raggiunto il nostro scopo“. La decima edizione si annuncia dunque come un passaggio importante: non una semplice celebrazione, ma una riaffermazione del modello GemGenève. Un modello che tiene insieme business, cultura, artigianato, formazione e nuove generazioni, restituendo al gioiello la sua dimensione più complessa: oggetto di mercato, certo, ma anche custode di storie, tecniche, visioni e relazioni.

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