Era il 1986 quando Madonna, nel video della super-hit “Papa Don’t Preach”, indossava una t-shirt nera con la celeberrima scritta bianca “Italians Do It Better”. Va detto che anche una decina di anni prima quello slogan era già perfetto per identificare un fenomeno del tutto nuovo che stava prendendo piede proprio in Italia grazie a un manipolo di nostri connazionali visionari. Era il nascente collezionismo di orologi d’epoca da polso (difatti fino a quegli anni il collezionismo orologiero era rivolto soltanto a quelli da tasca).

Il Sole di questa galassia, all’epoca inesplorata, è ovviamente il fiorentino Sandro Fratini, gaudente e simpatica rockstar del collezionismo orologiero mondiale. Nei decenni ha saputo costruire una collezione unica nel suo genere di oltre 2mila esemplari per un valore di mercato che si favoleggia possa arrivare al miliardo di euro.

Per fare solo un esempio: è tuttora il proprietario di uno dei quattro mitologici crono-perpetui Patek Philippe Ref. 1518 in acciaio esistenti. Ricapitolando: la Referenza 1518 è la più rara della storia dell’orologeria, con una produzione complessiva di 281 esemplari tra il 1941 e il 1954, di cui i più ambiti sono in oro rosa, oltre ai quasi unici in acciaio. E l’ultimo di questi in vendita è stato aggiudicato privatamente – ossia non in asta pubblica – da Monaco Legend Group a un collezionista nei primi mesi del 2025 per una cifra ben superiore ai 20 milioni di euro. Ma non solo, Sandro Fratini ha addirittura il monopolio o quasi di interi segmenti di modelli ultra-rari, come nel caso dello “Stelline”.

Il suo soprannome deriva dagli originalissimi indici, appunto, a forma di stelline. Stiamo parlando della Referenza 6062, triplo calendario con fasi lunari in cassa Oyster, prodotto da Rolex tra il 1948 e il 1953.

Fratini ha girato il mondo in lungo e in largo per acquistare i suoi amati vintage, ma il commerciante che più ha contribuito a supportarlo in questa maestosa caccia al tesoro è Davide Parmegiani. Leggenda per leggenda, parliamo del dealer specializzato più famoso al mondo, oggi alla guida di Monaco Legend Group (la casa d’aste che ha venduto l’ultimo Patek 1518 in acciaio l’anno passato).

Un’altra figura apicale del collezionismo delle origini – e di oggi – è il bolognese Auro Montanari, conosciuto su Instagram con l’alias di John Goldberger. Raffinato, eclettico e trasversale, è uno dei protagonisti assoluti per il segmento dei Cartier e dei Longines (e non solo)! Inoltre è autore di undici libri di orologeria, nonché testimonial della campagna pubblicitaria di Zegna per la collezione maschile primavera-estate 2025.

Nominato il vertice della “catena alimentare” del settore, oltre a Parmegiani, sono tanti i commercianti degli albori che meriterebbero una citazione. E almeno dobbiamo nominare altri due grandissimi specialisti (di ieri e di oggi): Stefano Mazzariol e Andrea Foffi, il primo livornese e il secondo romano.

Stefano Mazzariol, uno dei massimi esperti di Rolex al mondo, è uno straordinario divulgatore della materia, attraverso la “Library” del suo sito ufficiale e i periodici approfondimenti tematici sui social. Senza dimenticare il suo libro “Rolex Daytona dalla nascita al mito” (scritto nel 2006 insieme a Carlo Pergola e Giovanni Dosso), che ancora adesso è il testo definitivo sul cronografo più famoso della storia dell’orologeria.

(© Stefano Mazzariol)

Mentre Foffi, tra i primi a credere nella potenza commerciale del web, è uno dei più grandi conoscitori dello Speedmaster di Omega. In questo senso è anche l’autore della monumentale monografia intitolata “Magister. Andrea Foffi Speedmaster Selection”, 416 pagine, 370 fotografie, peso del libro di quasi 4 kg, presentato a suo tempo anche nelle boutique italiane di Omega insieme a una selezione di Speedmaster della collezione privata di Foffi.

In conclusione, in un mondo feroce che corre veloce e dove l’Italia è sempre più defilata ai margini, fa piacere sapere che in qualche nicchia siamo stati e siamo ancora un punto di riferimento mondiale!
Italians do it better. Italy’s undisputed role in the global vintage watch scene
The slogan “Italians Do It Better,” made iconic by Madonna in 1986, perfectly captures a phenomenon that had already begun a decade earlier: the rise of vintage wristwatch collecting in Italy, driven by a group of visionary enthusiasts. At a time when watch collecting focused mainly on pocket watches, Italians pioneered a new passion that would shape the global market.
At the center of this universe stands Florentine collector Sandro Fratini, a charismatic figure who has built one of the most extraordinary collections in the world—over 2,000 watches, with an estimated value approaching one billion euros. Among his treasures is one of only four known Patek Philippe Ref. 1518 perpetual calendar chronographs in steel, one of the rarest and most coveted watches ever made, with recent private sales exceeding €20 million. Fratini is also renowned for holding near-monopolies on ultra-rare models, such as the Rolex “Stelline” Ref. 6062.
Supporting his decades-long pursuit is Davide Parmegiani, one of the most influential vintage watch dealers globally and now head of Monaco Legend Group, a leading auction house in the field.
Another key figure is Auro Montanari, known as John Goldberger—an eclectic and refined collector, expert in brands like Cartier and Longines, author of numerous books, and a prominent voice in the community.
Alongside them, dealers such as Stefano Mazzariol, a leading Rolex expert and author, and Andrea Foffi, a foremost authority on the Omega Speedmaster, have played crucial roles in spreading knowledge and shaping the market. Through books, research, and early adoption of digital platforms, they helped elevate vintage watch collecting into a global cultural phenomenon—firmly rooted in Italian expertise and vision

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