Oroarezzo 2026, Farsura: “A supporto delle aziende adeguiamo il focus e lo scouting continuo sui paesi emergenti”
Matteo Farsura racconta l’impegno di IEG per il settore: focus su manifattura Made in Italy e tecnologie, analisi dello scenario attuale e differenziazione dei mercati di provenienza per l’incoming dei buyer, un congresso internazionale per offrire strumenti concreti alle imprese.
Oroarezzo ha imboccato una traiettoria di crescita consapevole, basata su un posizionamento chiaro ben definito e su elementi di strategia modulabili per rispondere con la necessaria flessibilità ai cambiamenti dei mercati internazionali. A spingere gli investimenti di Italian Exhibition Group sulla manifestazione, spiega Matteo Farsura Global Exhibition Manager Jewellery&Fashion Division IEG, è stato un lavoro strategico avviato dal 2023, fondato sull’offerta distintiva di Oroarezzo quale piattaforma specializzata nella manifattura Made in Italy e nelle tecnologie per il settore. Da qui è derivata una selezione sempre più mirata dei buyer internazionali, una maggiore leggibilità dell’offerta e un progetto di sviluppo che siamo in grado di adattare alle esigenze delle aziende a seconda del contesto. In particolare, per l’edizione 2026 gli elementi centrali saranno: da un lato, la differenziazione dei paesi di provenienza dei buyer, dall’altro un’offerta di contenuti di alto valore che si traducono in strumenti concreti per gli imprenditori. Per questo rinforzeremo il palinsesto eventi con The Global Outlook 2026, un nuovo congresso internazionale dedicato ai mercati ad alto potenziale.

Dunque una Oroarezzo che si adatta alle condizioni di mercato. Come si realizza?
Da tre edizioni – quindi dall’inizio del 2023 – abbiamo avviato un percorso di evoluzione strutturato per servire meglio le aziende, andando a sviluppare diversi elementi che interagiscono tra loro. Il punto di partenza è stato chiarire con precisione che Oroarezzo è la piattaforma focalizzata su manifattura Made in Italy e tecnologie. Un posizionamento così definito, comunicato anche a livello internazionale, aiuta i buyer a capire perché essere presenti: qui si dialoga con i produttori e si costruiscono rapporti industriali che poi fanno la differenza.
Negli ultimi anni gli espositori sono rimasti abbastanza stabili, ma i buyer sono cresciuti molto. Come avete ottenuto questo risultato?
Grazie al posizionamento mirato siamo stati più efficaci nel lavoro di scouting e di selezione delle delegazioni incoming che facciamo anche con il supporto di ICE: analizziamo costantemente i dati export per individuare i mercati di maggiore interesse e con maggiore potenziale per gli operatori.
Quindi la crescita buyer è figlia di una scelta strategica, in particolare a fronte dell’incertezza dei mercati.
Esatto. Un esempio concreto: lo scorso anno a guidare la strategia di incoming sono state dinamiche molto forti legate alla Turchia. A distanza di qualche mese lo scenario internazionale è cambiato: i mercati di riferimento rallentano, altri emergono. E per offrire il miglior supporto alle aziende noi adeguiamo il focus e attiviamo lo scouting mirato su Paesi emergenti.
Spesso sottovalutiamo l’Europa, ma i buyer europei ci sono. Che riscontri avete?
L’Europa è una componente importante della nostra delegazione incoming, e il nostro obiettivo è garantirne la presenza per dare l’opportunità agli espositori di intercettare nuovo business.

Quanti espositori avete avuto nelle ultime edizioni e dove volete arrivare?
Nelle ultime 3 edizioni il numero di espositori è aumentato di quasi il 10%. Il nostro obiettivo di medio periodo è superare i 500 espositori: è una soglia “ideale” per attrarre buyer che cercano una selezione ampia e davvero qualificata.
Come pensate di raggiungere questo traguardo?
Continuando a far crescere la qualità della domanda, ovvero dei buyer, e impegnandoci per offrire certezze agli espositori più scettici e a chi non considera ancora Oroarezzo una piattaforma adatta al proprio business. Siamo convinti che un posizionamento chiaro renda più efficaci il tempo e gli investimenti dedicati. Nelle precedenti edizioni siamo riusciti a garantire un rapporto 1:1 tra espositori e buyer ospitati e il nostro impegno è di mantenere questo assetto. Storicamente la manifestazione ha guardato ai mercati di export consolidati del distretto aretino. Oggi, alla luce della situazione internazionale, siamo consapevoli di dover puntare su una differenziazione ancora più forte per dare alle aziende l’opportunità di confrontarsi con mercati alternativi come ad esempio l’Europa, ma anche l’India, il Sud America, l’Africa. È la differenziazione il primo driver che guida la strategia della composizione della delegazione di buyer ospitati a cui stiamo lavorando assieme a ICE.
E per tipologia di buyer?
Coerentemente con la vocazione manifattura/tecnologie, la componente principale è fatta da grossisti e catene di negozi. Nelle ultime edizioni abbiamo visto crescere la quota dei retailer che trovano in Oroarezzo una piattaforma ideale per realizzare collezioni proprie. C’è anche una quota cash & carry e, sul fronte tecnologie, una parte di operatori internazionali interessati al padiglione dedicato.
Le aziende non arrivano solo da Arezzo: come rispondono gli altri distretti?
Il lavoro fatto finora sul layout con l’obiettivo di raccontare al meglio l’oreficeria, segmentando l’offerta in semi-lavorati, oreficeria in oro e argento, gioielleria unbranded, pietre semi-preziose, tecnologie, ci ha permesso di bilanciare la presenza dei distretti italiani. Arezzo e Vicenza sono assoluti protagonisti, ma abbiamo introdotto anche aziende del distretto valenzano per il segmento della manifattura gioielliera (il padiglione Petrarca). Trovando tutti una collocazione ben precisa all’interno dell’offerta di Oroarezzo, gli espositori dimostrano di apprezzare, ma soprattutto i buyer riescono ad analizzare l’offerta in maniera più efficace, orientandosi meglio. Inoltre, da qualche edizione stiamo investendo nel progetto Precious Fashion rivolto alla filiera dell’accessorio moda che esprime un’altra eccellenza toscana. In un’ottica di ampliamento dell’offerta debutterà a maggio anche un’area espositiva dedicata.

Vicenzaoro e Oroarezzo: come convivono nel calendario italiano?
Vicenzaoro rappresenta l’intera filiera. Oroarezzo, con il suo focus su manifattura e tecnologie, ci permette di coinvolgere buyer interessati specificatamente a questa parte della filiera.
Temete le fiere concorrenti?
Più che guardare ai competitor, guardiamo ai buyer. Cerchiamo di leggere e cogliere le loro esigenze in modo da far evolvere la manifestazione di conseguenza.
Serve una seconda edizione di Oroarezzo?
Al momento il calendario fieristico è molto equilibrato e tiene conto delle esigenze di acquisto dei buyer internazionali.
Avete lanciato un appuntamento importante: un congresso internazionale. Qual è l’obiettivo?
The Global Outlook 2026 è un congresso con una dimensione realmente internazionale, pensato per posizionare Arezzo sempre più come piattaforma globale. L’obiettivo è dare strumenti concreti alle imprese sulle opportunità nei mercati esteri: non solo “raccontandoli”, ma aiutando l’imprenditore a prendere decisioni strategiche.
Che tipo di contenuti porterete sul palco?
Focus geografici su mercati come Francia, Svizzera, India, USA, Canada, America Latina e continente africano. Sul tema India, ad esempio, la domanda che vogliamo affrontare è pratica: “è un’opportunità e devo attrezzarmi per entrarci, oppure è un rischio e devo proteggermi”? Prevediamo in aggiunta un blocco dedicato agli strumenti operativi per le imprese: accesso al credito, copertura rischi, strumenti finanziari, con il coinvolgimento di partner qualificati come Confindustria Assafrica & Mediterraneo, SACE, IC&Partners che ringrazio, assieme a chi con IEG ha reso possibile l’evento: Confindustria Federorafi, Afemo, MAECI e ICE.
C’è un messaggio che vuoi lasciare agli imprenditori?
Due messaggi. Il primo: l’impegno di IEG su Oroarezzo è concreto e continuativo. Vogliamo investire e far crescere la piattaforma e lavoriamo sul territorio per rassicurare istituzioni, associazioni e imprese. Il secondo: crediamo fortemente in un approccio di squadra, che coinvolga associazioni di settore e istituzioni locali e imprese. È da qui che nasce ciò che ho raccontato: investimento e collaborazione.
Oroarezzo 2026: Awareness and International Vision
Oroarezzo 2026 is presented as an event that has embarked on a path of conscious and strategic growth, built on a clear positioning and the ability to adapt flexibly to the changing dynamics of international markets. As explained by Matteo Farsura of Italian Exhibition Group, this evolution began in 2023 with the intention of strengthening Oroarezzo’s identity as a platform focused specifically on Made in Italy manufacturing and jewellery technologies. This well-defined positioning has made it easier for international buyers to understand the value of attending, as the event offers direct access to producers and the opportunity to build meaningful industrial relationships.
Over the past few editions, this strategy has led to a significant increase in the number of international buyers, even as exhibitor numbers have grown more gradually. The success is largely due to a more targeted approach to selecting incoming delegations, based on continuous analysis of export data and market trends, often carried out in collaboration with ICE. In a context marked by uncertainty and rapidly shifting global scenarios, Oroarezzo has chosen to diversify the geographic origin of its buyers, moving beyond traditional markets to include emerging areas such as India, South America, and Africa, while still maintaining a strong European presence.
Looking ahead to 2026, the event will further strengthen this direction by offering high-value content designed to provide concrete tools for businesses. A key initiative will be the launch of “The Global Outlook 2026,” an international congress aimed at helping entrepreneurs better understand and navigate foreign markets. Rather than offering purely theoretical insights, the congress will focus on practical decision-making, addressing questions about opportunities and risks in key regions such as India, the United States, and Africa, and providing guidance on financial instruments, risk management, and access to credit.
At the same time, Oroarezzo continues to refine its exhibition layout and product segmentation, making it easier for buyers to navigate the offer and for companies from different Italian districts- not only Arezzo and Vicenza, but also Valenza – to find their place within the event. The fair is also expanding its scope with initiatives like the Precious Fashion project, which highlights excellence in fashion accessories.
In the broader context of the Italian trade fair calendar, Oroarezzo complements Vicenzaoro by focusing specifically on manufacturing and technology, rather than the entire supply chain. Rather than competing directly with other events, the organizers emphasize their commitment to understanding and responding to the needs of buyers.
Ultimately, the message from IEG is one of long-term commitment and collaboration. Oroarezzo is not only investing in its own growth but also in building a shared ecosystem involving institutions, industry associations, and businesses, with the goal of creating a stronger and more competitive platform for the international jewellery sector.

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