Nella Gazzetta Ufficiale n. 68 del 23 marzo 2026 è stata pubblicata la legge 11 marzo 2026, n. 34, recante “Legge annuale sulle piccole e medie imprese”.
Il provvedimento prevede:
agevolazioni fiscali per le imprese che sottoscrivono o aderiscono un contratto di rete;
estensione delle finalità del Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa (ex art. 43, D.L. 19 maggio 2020, n. 34) all’acquisizione di imprese in difficoltà economico-finanziaria, titolari di marchi storici di interesse nazionali iscritte (ex art. 185 bis, D. Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30) nell’apposito registro e con un numero di dipendenti non inferiore a 20, da parte di altre imprese titolari di marchi storici di interesse nazionale, purché operanti in settore omogeneo;
finanziamento di 100 milioni di euro del Fondo per la crescita sostenibile, destinato a sostenere la realizzazione di programmi di sviluppo, di importo non inferiore a 1 milione e non superiore a 20 milioni di euro, proposti dalle PMI della filiera moda;
riconoscimento delle centrali consortili quali enti mutualistici di sistema e delega al Governo per la loro disciplina;
misure a favore del part-time incentivato per l’accompagnamento alla pensione e il ricambio generazionale;
delega al Governo per il riordino della disciplina dei confidi;
misure per favorire la valorizzazione a fini finanziari dei beni di magazzino;
semplificazioni in materia di organizzazione e gestione della salute e sicurezza sul luogo di lavoro, nonché di formazione di lavoratori in cassa integrazione;
disposizioni in materia di salute e sicurezza per le prestazioni in smart working;
norme contro le false recensioni on-line;
delega al Governo per il riordino della disciplina in materia di start-up e PMI innovative;
misure a favore dei centri urbani di medie dimensioni e per l’attrazione degli investimenti;
nonché la delega al Governo per la riforma dell’artigianato.
Entro il 7 gennaio 2027 (9 mesi dall’entrata in vigore della legge) il Governo è chiamato ad adottare, su proposta del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, uno o più decreti legislativi modificativi della legge 8 agosto 1985, n. 443, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:
adeguamento alle mutate esigenze di mercato e all’evoluzione tecnologica, valorizzando la figura dell’imprenditore artigiano, nell’ottica di uno sviluppo dimensionale dell’azienda[1] e della rimozione di vincoli societari non più adeguati[2], del ricambio generazionale e della sostenibilità ambientale, sociale ed economica dell’impresa;
previsione che l’apporto al processo produttivo dell’imprenditore artigiano, oltre che di natura manuale, possa essere di natura ideativa, progettuale, creativa e tecnico-operativa;
definizione dei criteri quantitativi per il concetto di prevalenza dell’attività di produzione rispetto alle attività strumentali e accessorie;
promozione dell’aggregazione tra imprese artigiane, anche rivedendo il contratto di rete e gli altri strumenti aggregativi;
divieto di riferimenti all’artigianato nelle attività promozionali, pubblicitarie e di vendita per le imprese non iscritte all’albo delle imprese artigiane.
La legge, inoltre, prevede fin d’ora (modificando l’art. 5, commi 8 e 9, legge 8 agosto 1985, n. 443) che “nessuna impresa può adottare, quale ditta o insegna o marchio o nella promozione dei propri prodotti… da essa commercializzati, una denominazione in cui ricorrano riferimenti all’artigianato e all’artigianalità… se… non è iscritta all’albo (delle imprese artigiane)”.
Per i trasgressori è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria pari all’1% del fatturato dell’impresa e, comunque, non inferiore a € 25.000.
[1] I limiti dimensionali delle imprese artigiane sono stabiliti dall’art. 4 della legge 443/1985. Per le imprese del settore orafo, gioielliero e argentiero (trattandosi di una lavorazione artistica, ai sensi del D.P.R. 25 maggio 2001, n. 288) il limite è di 32 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 16. Il limite può essere elevato fino a 40 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti.
[1] Attualmente le imprese artigiane non possono avere forma giuridica di società per azioni o di società in accomandita per azioni
NEW DEVELOPMENTS FOR THE CRAFT SECTOR
In the Gazzetta Ufficiale No. 68 of March 23, 2026, Law No. 34 of March 11, 2026, entitled “Annual Law on Small and Medium-Sized Enterprises,” was published.
The measure provides for:
tax incentives for companies that sign or join a network contract;
extension of the purposes of the Fund for safeguarding employment levels and ensuring business continuity (former Art. 43, Decree-Law May 19, 2020, No. 34) to include the acquisition of companies in economic and financial difficulty, holders of historic brands of national interest registered (under Art. 185-bis, Legislative Decree February 10, 2005, No. 30) in the appropriate register and with no fewer than 20 employees, by other companies holding historic brands of national interest, provided they operate in the same sector;
allocation of €100 million to the Fund for Sustainable Growth, aimed at supporting development programs, with a value between €1 million and €20 million, proposed by SMEs in the fashion supply chain;
recognition of consortium centers as mutual system entities and delegation to the Government for their regulation;
measures in favor of incentivized part-time work to support transition to retirement and generational turnover;
delegation to the Government for the reorganization of the regulatory framework of credit guarantee consortia (confidi);
measures to promote the financial valorization of inventory assets;
simplifications regarding the organization and management of health and safety in the workplace, as well as training of workers on wage supplementation schemes;
provisions on health and safety for remote working (smart working);
rules against fake online reviews;
delegation to the Government for the reorganization of regulations concerning start-ups and innovative SMEs;
measures in favor of medium-sized urban centers and for attracting investments;
as well as delegation to the Government for the reform of the craft sector.
By January 7, 2027 (9 months from the entry into force of the law), the Government is required to adopt, upon proposal of the Minister of Enterprises and Made in Italy, one or more legislative decrees amending Law No. 443 of August 8, 1985, in compliance with the following guiding principles and criteria:
adaptation to changing market needs and technological evolution, enhancing the role of the artisan entrepreneur, with a view to business growth, removal of outdated corporate constraints, generational turnover, and environmental, social, and economic sustainability;
provision that the artisan entrepreneur’s contribution to the production process may be not only manual but also conceptual, design-based, creative, and technical-operational;
definition of quantitative criteria for determining the predominance of production activities over instrumental and ancillary activities;
promotion of aggregation among artisan enterprises, including through revision of network contracts and other aggregation tools;
prohibition of references to craftsmanship in promotional, advertising, and sales activities for companies not registered in the register of artisan enterprises.
The law also already provides (by amending Art. 5, paragraphs 8 and 9, of Law No. 443 of August 8, 1985) that “no company may adopt, as a business name, sign, trademark, or in the promotion of its products… marketed by it, a designation containing references to craftsmanship or artisanal production… if… it is not registered in the register (of artisan enterprises).”
Violators are subject to an administrative fine equal to 1% of the company’s turnover and, in any case, not less than €25,000.

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