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Emozione e materia, a GemGenève i designer rivoluzionano il gioiello


Non cercare di piacere, ma essere autentici”. È questo il consiglio condiviso da Nadège Totah, organizzatrice di GemGenève, con i numerosi designer in arrivo alla prossima edizione del salone, in programma dal 7 al 10 maggio. L’evento ospiterà una vera esposizione di meraviglie provenienti da ogni parte del mondo, oltre a una delegazione di cinque artisti del gioiello dell’AJA (Armenian Jewellers Association), che presenteranno opere della nuova scena armena.

L’Armenian Jewellers Association alla 9ᵉedizione di Gem Genève. ph. Andras Barta

Che in gioielleria l’emozione possa avere la meglio sulla perfezione lo dimostrano i lavori dei creativi che esporranno sotto l’etichetta New Designers, definizione che però non deve trarre in inganno. Non si tratta infatti di giovanissimi esordienti, ma di nomi già noti nel panorama internazionale. È il caso della lituana Be Liza, i cui gioielli si sono già fatti notare sulle pagine di British Vogue e Tatler.

I suoi “gioielli-armatura”, di ispirazione gotica, associano pietre accuratamente selezionate a un savoir-faire di altissimo livello: il metallo viene trattato come fosse pizzo, con finiture precise e lucidature a specchio. Dalla Thailandia arriverà Mike Joseph, che ha mosso i primi passi nel settore negli anni Duemila e porterà, accanto a materiali classici come oro e diamanti, sperimentazioni più recenti con materie contemporanee come il titanio.

Molto attesa anche la creatrice A. WIN SIU, che presenterà una delle sue opere più importanti, realizzata nel 2026, in cui titanio, smalto, tormalina Paraíba del Brasile, zaffiro birmano, rubino, spinello e diamanti dialogano in una composizione di grande impatto. Proporrà inoltre una spilla a forma di caramella ornata da uno smeraldo colombiano, destinata ad arricchire la sua ormai iconica collezione Something Sweet.

I veri talenti emergenti che calcheranno la scena sono invece firme contemporanee che si stanno rivelando con discrezione e che hanno portato i loro lavori finora in contesti molto ristretti. Tra questi, Sebastián Plah, fondatore dell’omonimo marchio, conosciuto alla Digital Jewelry Week del 2023, e l’architetta Marine Billet, fondatrice di Incarnem, con i suoi modelli a metà strada tra gioiello e scultura. Torna dopo la presentazione dello scorso anno anche Richard Wu: inizialmente specializzato nella scultura su giada, padroneggia oggi sia l’incisione su oro sia l’arte dell’incastonatura e le sue creazioni coniugano con sorprendente facilità maestria artigianale occidentale ed eredità orientale. Ancora sconosciuto al grande pubblico, il marchio Hemera Paris porta la firma di Florian Pitout, che si è già fatto un nome nella cerchia del gioiello su commissione. Ogni pezzo è concepito come un’opera personale e unica: un’idea di lusso esclusivo ereditata dal XIX secolo, quando un gioiello era pensato per una personalità o un’occasione e realizzato per durare nel tempo.

I giovani designer incarnano l’audacia, la creatività e la sensibilità contemporanea. Sostenerli significa preservare il respiro vitale della gioielleria. A GemGenève offriamo loro una visibilità reale, al pari dei grandi nomi, perché il loro sguardo nuovo alimenta l’intero sistema del gioiello, spiega Nadège Totah.

Tra le cose più sorprendenti da vedere in fiera, oltre i gioielli, non si può non menzionare una vera opera d’arte, proveniente da una rinomata collezione privata di arte contemporanea con sede a Bruxelles: la Servais Family Collection, creata dal collezionista belga Alain Servais a partire dagli anni Novanta.

Athi-Patra Ruga, l’autore, porta in primo piano l’identità queer come forma di indipendenza e resistenza e mette in discussione i modelli dominanti di produzione e le gerarchie tradizionali del valore. La sua The Proposed Model of François “Feral” Benga è una statua danzante impreziosita da gioielli. Il lavoro rende omaggio al ballerino e coreografo senegalese-francese, star delle Folies Bergère negli anni ’30. Pazienza e artigianato espolodono su morbide forme corporee in una primavera di colore che interroga con potenza estetica sui concetti attualissimi di identità e di rappresentazione.

gemgeneve.com



Emotion and Matter: Designers Are Reinventing Jewelry at GemGenève

GemGenève returns from May 7 to 10, bringing together an international lineup of designers who place authenticity and emotion at the center of contemporary jewelry. As co-organizer Nadège Totah emphasizes, the goal is not to please, but to express a genuine creative identity.

Among the أبرز voices, Lithuanian designer Be Liza stands out with her gothic-inspired “armor jewels,” where metal is crafted like lace. From Thailand, Mike Joseph blends traditional materials such as gold and diamonds with modern elements like titanium. A. WIN SIU presents bold, colorful compositions combining rare gemstones and experimental techniques.

The fair also highlights a new wave of emerging talents, including Sebastián Plah, Marine Billet, and Richard Wu, each bringing a unique perspective that bridges craftsmanship, sculpture, and cultural heritage.

Beyond jewelry, GemGenève embraces contemporary art with a special piece by Athi-Patra Ruga, whose work explores identity, memory, and representation through a powerful fusion of art and adornment.

More than a trade fair, Gem Genève emerges as a platform where innovation, individuality, and artistic vision redefine the language of jewelry today.

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