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Donne, gemme e futuro: la nuova Africa del design


Con la Jewellery and Gemstone Association of Africa, Longo Mulaisho-Zinsner crea opportunità reali per le donne, costruendo ponti tra comunità locali e industria internazionale
 

La Jewellery and Gemstone Association of Africa è la prima associazione africana che punta ad alleviare la povertà attraverso la formazione e la competenza delle donne nella gioielleria. La sua founder, Longo Mulaisho-Zinsner, ha visto muovere i primi passi di questa realtà soltanto pochi anni fa, ma è stata capace di trasformare JGAA in interlocutore istituzionale e nella voce delle donne africane del gioiello.

L’associazione è iniziata come Jewellery and Gemstone Association of Zambia. Creavo gioielli per hobby, e ho iniziato a chiedermi come fosse strutturata l’industry nel mio Paese d’origine, ma non capivo perché acquistassi gemme online da fonti esterne all’Africa, visto che queste risorse sono abbondanti sul nostro territorio e come fosse possibile che oltre un paio di nomi di grandi aziende, non conoscessi molti gioiellieri zambiani. Così ho scoperto comunità di artigiani molto talentuosi, sconosciuti e pressati da sfide spesso complesse. Con la pandemia da Covid-19 e l’impennata della digitalizzazione globale, è emersa chiaramente la necessità di un’associazione panafricana, ed è qui che inizia il nostro percorso.”

Come descriverebbe l’attuale situazione e le opportunità per le donne africane nel settore dei gioielli e delle gemme, e quali progressi restano ancora da compiere?Le rispondo con una delle mie affermazioni preferite: Raggiungere l’uguaglianza di genere è una delle più grandi opportunità per la trasformazione economica in Africa. È uno dei motti del team per le pari opportunità dell’African Center for Economic Transformation (ACET), un think tank con sede ad Accra, in Ghana, con cui collaboriamo. Quando si parla di Africa, spesso la si considera erroneamente come un’unica entità, ma in realtà è caratterizzata da un’estrema diversità. Non esiste un approccio uniforme, né un contesto univoco, anche se ci sono dei fili conduttori comuni. Le donne, per esempio, rappresentano oltre metà della popolazione africana. Esse costituiscono un potenziale enorme di forza lavoro, ma che necessita di inclusione e rispetto”.

Raggiungere l’uguaglianza di genere è una delle più grandi opportunità per la trasformazione economica. Quando si parla di Africa, spesso la si considera erroneamente come un’unica entità, ma in realtà è caratterizzata da un’estrema diversità. Non esiste un approccio uniforme, né un contesto univoco, anche se ci sono dei fili conduttori comuni.

Longo Mulaisho-Zinsner

Quali progressi restano ancora da compiere e quali sono gli ostacoli dovuti a fattori economici, legali, sociali e culturali?

Nel settore minerario, per esempio, le donne sono molto presenti nell’attività estrattiva artigianale e su piccola scala, ma spesso sono le meno pagate e impiegate in mansioni come il lavaggio o la selezione delle gemme. Hanno un accesso limitato al capitale, alle attrezzature e alle licenze formali, e faticano quindi a evolvere verso ruoli imprenditoriali e di proprietà delle miniere. A livello legale, il primo passo sarebbe riconoscerne i diritti. Questo include un riesame delle leggi sulla proprietà, sull’apertura di conti bancari, sulla parità salariale, sul matrimonio minorile, sulla tutela delle vedove e dei beni, sulla maternità, ad esempio”.

Come traducete questi obiettivi nei vostri progetti?

“Prendo come esempio uno dei nostri Project Support Partner (PSP) per donne giovani provenienti da contesti vulnerabili: si tratta di una scuola, Nsanshi Art, a Solwezi, una città mineraria dello Zambia. È co-fondata da Michele Scholtz, che forma ogni anno 12 giovani donne dal lavoro al banco alla creazione di gioielli. Le studentesse usano il materiale della miniera locale e i loro gioielli raccontano una storia profondamente legata al territorio e alla sua cultura”.

Ha accennato ai materiali, e il design?

È essenziale: è l’inizio del processo creativo e al tempo stesso il risultato finale. Ma mi piacerebbe vedere più collezioni africane, non solo pezzi singoli. Nel nostro ultimo concorso, It’s All in Our Hands, molte creazioni raccontavano il patrimonio culturale dei partecipanti e per questo motivo il premio del Design Dynamic prevede che i sei progetti vincitori diventino parte della nostra prima collezione ufficiale: The Africa Birdlife Collection”.

Può raccontarci la visione del Design Dynamic Award e come è nata la collaborazione con GemGenève, che ospiterà la premiazione del contest?

Ho incontrato Melissa Wolfgang Amenc, gemmologa di Ginevra e direttrice di Golay Fils & Stahl, durante il Congresso CIBJO a Jaipur nel 2023. Qualche tempo dopo, Melissa mi ha presentato Nadege Totah, curatrice della Designer’s Village di GemGenève. Era interessata a portare designer africani in quello spazio. Siamo stati Ospiti d’Onore all’edizione 2025 e torneremo nel 2026, con l’esposizione e il concorso destinato a tutti i designer africani che accoglie progetti in tre categorie: disegno a mano, design assistito al computer, e celebrazione dell’arte della gouache, che riteniamo sia una forma d’arte e di espressione progettuale da preservare”.

Ha partecipato anche all’ultimo Congresso CIBJO: quanto è importante la sinergia con questi eventi internazionali?

Abbiamo lo status di Observer Members in CIBJO e Gaetano Cavalieri è uno dei nostri patron. Questi eventi sono fondamentali per noi, perché molti gioiellieri africani lavorano già con standard competitivi, ma non hanno mai avuto accesso diretto all’industria internazionale. CIBJO ci offre una vetrina e un’enorme opportunità formativa: vi si discutono temi chiave come sostenibilità, etica e tradizione. Questa community condivide il nostro stesso obiettivo: portare gli africani al tavolo delle decisioni, raccontarne la storia, supportarne le proposte e trasmetterne la visione”.

jgaa.africa


Women, Gems, and the Future: Building Africa’s New Design Ecosystem

The Jewellery and Gemstone Association of Africa (JGAA), founded by Longo Mulaisho-Zinsner, is the first pan-African association dedicated to reducing poverty by empowering women through education, skills, and access to the jewelry and gemstone industry. What began as a national initiative in Zambia has rapidly evolved into an institutional voice representing African women in jewelry on the global stage.

JGAA was created in response to a striking paradox: although Africa is rich in gemstones and artisanal talent, local communities—especially women—remain largely excluded from value creation. Women are highly present in artisanal and small-scale mining, yet are often confined to low-paid roles, with limited access to capital, equipment, licenses, and legal recognition. According to Mulaisho-Zinsner, achieving gender equality is one of Africa’s greatest opportunities for economic transformation, but progress requires structural change across legal, social, and cultural frameworks.

The association translates its mission into concrete projects, such as partnerships with training institutions like Nsanshi Art in Solwezi, Zambia, where young women from vulnerable backgrounds are trained in jewelry-making using locally sourced materials. Design plays a central role in this vision—not only as a creative tool, but as cultural storytelling. This approach is reflected in initiatives like the Design Dynamic Award and the upcoming Africa Birdlife Collection, showcasing African heritage through cohesive collections rather than isolated pieces.

International collaboration is key to JGAA’s strategy. Partnerships with events such as GemGenève and engagement with CIBJO provide African designers with visibility, education, and access to global industry standards. Through these platforms, JGAA works to ensure that African voices, stories, and design visions are not only seen—but included in the decision-making processes shaping the future of the jewelry industry.

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