Ne ha discusso il 19 dicembre un tavolo tecnico alla presenza di sindacati, associazioni di categoria e istituzioni
Si chiude un anno complesso per le piccole e medie imprese orafe valenzane, che si preparano ad affrontare il 2026 più forti e compatte grazie alle concrete prospettive di un prossimo accordo di settore al centro di un tavolo tecnico che ha visto coinvolti il 19 dicembre sindacati, associazioni di categoria e istituzioni. La proposta avanzata si basa su tre direttrici principali: autonomia delle imprese, possibile distacco delle risorse umane da un’azienda all’altra a seconda delle esigenze produttive e formazione continua, individuate come asset per combattere le fluttuazioni del mercato causate dagli squilibri geopolitici attuali.
Una comunione di intenti che si traduce in una rete solidale concreta tra aziende piccole e medie per uscire dal proprio piccolo e contrastare cassa integrazione e diminuzione dei volumi, condividendo risorse con uno strumento di flessibilità operativa e sociale utile per gestire il lavoro e dare più sicurezza ai lavoratori del comparto.

Maurizio Cantello, Segretario Generale Fiom, si è detto soddisfatto per l’equiparazione che l’accordo garantirebbe tra piccole aziende artigiane e aziende più strutturate in termini di ammortizzatori sociali: le piccole aziende artigiane possono infatti godere soltanto di 6 mesi di cassa integrazione a fronte dei 12 riservati alle aziende con più dipendenti. “Sono soddisfatta che l’accordo si sia raggiunto con l’impegno di tutti”, ha dichiarato Alessia Crivelli, presidente della Fondazione Mani Intelligenti, vicepresidente di Federorafi nazionale e responsabile per il settore formazione di Confindustria. “C’è voluto tempo ma sono stati individuati i capisaldi di questa operazione”.
La creazione di questa rete di imprese, pur garantendo ad ognuna la propria autonomia, renderà possibile lo sviluppo di attività comuni non solo operative e produttive, ma consentirà di investire in formazione ed innovazione, puntando sulle nuove generazioni e mirando al contempo all’individuazione di nuovi mercati di sbocco esteri.
Con un +8,7% la gioielleria rappresenta infatti il tassello maggiore dell’export della provincia di Alessandria, la prima del Piemonte. Si attendono ora gli sviluppi della proposta che sarà portata all’attenzione di Comune, Regione e Governo.
Valenza Goldsmith District: Companies Join Forces to Protect Competitiveness and Jobs
he Valenza goldsmith district is strengthening cooperation among small and medium-sized companies to safeguard competitiveness and employment. On December 19, trade unions, industry associations, and institutions discussed a sector-wide agreement aimed at addressing market instability caused by current geopolitical tensions.
The proposed agreement focuses on three main pillars: company autonomy, the temporary sharing of human resources between firms according to production needs, and continuous training. This collaborative network would help companies manage workload fluctuations, reduce the use of social safety nets, and provide greater job security for workers.
Union representatives welcomed the initiative, particularly for its potential to equalize access to social welfare tools between small artisan firms and larger companies. Industry leaders also highlighted the importance of investing in training, innovation, and younger generations to strengthen the sector and expand into new markets.
Jewelry remains the leading export sector of the Province of Alessandria, which ranks first in Piedmont, with export growth of +8.7%.

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