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Federorafi, Gioielleria e argenteria +5%nel 2024, cresce la fiducia nel 2025


Arezzo e Vicenza segnano +8% , il 45 % delle imprese prevede ricavi in aumento nel 2025. Export in calo, ma spinta su nuovi mercati e parità di genere sopra la media

A pochi giorni dall’avvio di Vicenzaoro, atteso termometro del settore in un contesto economico e geopolitico particolarmente complesso, Confindustria Federorafi presenta i risultati dell’indagine condotta tra la metà di marzo e la fine di giugno 2025 con l’area studi di Mediobanca, coinvolgendo le imprese del sistema orafo-argentiero-gioielliero italiano. Il quadro che emerge è caratterizzato da una cauto entusiasmo: il 45 % delle imprese prevede ricavi in aumento nel 2025, il 43% delle aziende prevede un calo, il 12% ipotizza stabilità. L’analisi territoriale evidenzia una marcata eterogeneità tra i distretti produttivi, con Arezzo (52%) e Valenza (50%) che si mostrano più fiduciosi rispetto alla media nazionale.

Le principali sfide percepite dalle imprese ad oggi riguardano conflitti e instabilità politica, concorrenza crescente e l’impatto dei dazi. Tuttavia, la resilienza del comparto resta evidente: il 61,5% delle aziende punta a espandere la propria presenza su nuovi mercati, il 60% intende sviluppare nuovi prodotti e servizi, mentre il 44,6% prevede di rafforzare gli investimenti in tecnologie innovative.

Sul fronte dell’ export, i tre distretti di Arezzo, Vicenza e Valenza nel 2024 hanno coperto, nel loro insieme, il 75% circa dell’export nazionale; in particolare, tra il 2023 e il 2024 Arezzo ha messo a segno una variazione delle vendite all’estero del +119,3%; Vicenza ha consuntivato un aumento del +14,9%, mentre Valenza ha ceduto l’1,8%.

Nel primo trimestre 2025, Vicenza ha registrato un aumento delle vendite oltreconfine del 5% rispetto allo stesso periodo del 2024, Valenza e Arezzo hanno subìto una flessione pari, rispettivamente, al 14,4% e al 22,8%

Nel periodo gennaio-maggio 2025, le importazioni di oreficeria hanno registrato un incremento del 3,1%, raggiungendo un valore complessivo di 960 milioni di euro, pur rimanendo sotto la soglia del miliardo.

Nonostante ciò, il saldo commerciale del comparto resta ampiamente positivo, attestandosi a 4.920 milioni di euro. Tuttavia, rispetto allo stesso periodo del 2024, si osserva una flessione del 18%, pari a circa 1.080 milioni di euro in meno.

Sul fronte più strettamente operativo, il 70% delle aziende dichiara un impegno concreto nella gestione responsabile delle catene di approvvigionamento. Oltre due terzi delle imprese sono attenti alla riduzione dell’uso di fonti fossili, all’impiego di energie rinnovabili, alla gestione dei rifiuti e al riciclo. Questo impegno ambientale ha già prodotto risultati significativi: il 69% delle aziende ha ridotto il consumo d’acqua, il 50% ha diminuito i rifiuti pericolosi e il 45% ha incrementato l’uso di materiali riciclati. Eppure meno della metà (45%) ritiene realistico raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

Un dato molto significativo riguarda il capitale umano. Il settore orafo si distingue per un modello più inclusivo rispetto ad altri comparti: nel 2024 la forza lavoro è stata pari a circa 19.000 addetti (+3,2% rispetto al 2023), con una presenza femminile del 51%, ben superiore alla media del manifatturiero nazionale, dove le quote rosa si fermano al 28%. Al distretto di Vicenza va il primato con il 63%, di personale al femminile.

federorafi.it


Federorafi, Jewelry and silverware +5% in 2024, confidence grows in 2025

A joint survey by Confindustria Federorafi and Mediobanca shows that 45% of companies expect revenue growth in 2025, with optimism particularly strong in Arezzo (52%) and Valenza (50%).

Despite global uncertainties, trade tensions, and political instability, 61.5% of firms plan to expand into new markets, 60% aim to develop new products and services, and nearly 45% intend to invest more in technology.

From January to May 2025, jewelry imports rose 3.1% to €960 million, still below the €1 billion mark. The trade balance remains positive at €4.92 billion, though down 18% year-on-year.

Sustainability is a key focus: 70% of companies manage supply chains responsibly, and many are reducing fossil fuel use, adopting renewable energy, and improving recycling. Notably, 69% cut water consumption, 50% reduced hazardous waste, and 45% increased recycled materials, though fewer than half (45%) believe achieving climate neutrality by 2050 is realistic.

On the workforce front, the sector is more inclusive than the national manufacturing average. In 2024, employment reached 19,000 (+3.2%), with women representing 51% of the workforce, compared to just 28% across Italian manufacturing.

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