Seguici

FB LINK YT IG TT

Preziosamagazine

Passaporto Digitale dei Prodotti: dal 2027 rivoluzione anche per la gioielleria


Entro il 2030, il Regolamento ESPR introdurrà per tutte le aziende l’obbligo di adottare un registro digitale per tracciare la supply chain, la sostenibilità e il riciclo in diverse categorie di prodotto

Il Green Deal,  il pacchetto di misure dell’Unione Europea per ridurre almeno del 55% le emissioni entro il 2030 ,  include anche l’Ecodesign for Sustainable Products Regulation (ESPR). Tra le varie misure previste, una delle più impattanti sarà il Passaporto Digitale dei Prodotti (Digital Product Passport – DPP).

Questo nuovo strumento, che interesserà progressivamente tutti i settori a partire dal 2026, si configurerà come un registro digitale contenente informazioni dettagliate sulla value chain di ciascun articolo. Il passaporto sfrutterà tecnologie già esistenti sul mercato, come QR code, etichette RFID, chip NFC e altre soluzioni simili, consentendo a consumatori e autorità di controllo di accedere facilmente alle informazioni tramite dispositivi digitali (smartphone, tablet, ecc.).

Una volta scannerizzato il codice, il consumatore potrà visualizzare dati dettagliati su: materiali utilizzati, composizione, ciclo produttivo, possibilità di riutilizzo e riciclo. Il tutto sarà supportato, in molti casi, da tecnologie come la blockchain, per garantire sicurezza, integrità e immutabilità delle informazioni.

Il settore moda e lusso è stato tra i primi ad anticipare queste evoluzioni. Bulgari ha implementato un passaporto digitale basato sulla blockchain di Aura per i suoi gioielli, ma anche nomi del calibro di Dolce e Gabbana, Gucci, Louis Vuitton e Hermès sono già allineati in questa direzione. Ultimamente anche Save the Duck e Rifò hanno implementato il passaporto digitale, portando la teoria alla pratica e dimostrandosi virtuosi case history in materia di trasparenza e tracciabilità nel tessile.

Secondo una ricerca riportata da Forbes nel febbraio 2025, e condotta da Certilogo,  azienda leader nelle soluzioni di Digital Product Passport per la moda,  quasi metà dei consumatori (49%) conosce già il passaporto digitale. Inoltre, il 56% lo considera uno strumento utile per attestare l’autenticità del marchio. Il fashion si conferma, pertanto, uno dei settori in cui i clienti sono più pronti ad accogliere questo tipo di innovazione.


L’introduzione di nuovi standard comuni in tutta l’UE in materia di durabilità, riparabilità, efficienza energetica e riciclabilità ha lo scopo di contrastare l’obsolescenza programmata e favorire un modello produttivo realmente circolare. Un passo decisivo verso un’economia europea più pulita, decarbonizzata ed efficiente, ma anche un’opportunità stimolante per le imprese. Le aziende dotate di questo strumento identificativo saranno infatti incoraggiate a operare con maggiore trasparenza e responsabilità lungo l’intera filiera.

Dal 2027, inoltre, la normativa sarà estesa anche ai prodotti importati: tutti i fornitori e produttori che vogliono commerciare all’interno dell’Unione dovranno rispettare gli stessi requisiti informativi, segnando un impatto globale della regolamentazione.

Il 2027 si profila  quindi come l’anno zero per il Digital Product Passport. Tuttavia, molti aspetti sono ancora in fase di definizione, sia sul piano dei contenuti che su quello degli standard tecnici e delle infrastrutture IT. Il conto alla rovescia è iniziato, questo è certo, e le aziende dovranno farsi trovare pronte  non solo dal punto di vista operativo, ma anche con un nuovo mindset, per non perdere terreno in termini di qualità, innovazione e competitività.


Digital Product Passport: A 2027 Revolution, Even for the Jewelry Industry


By 2030, the EU’s ESPR regulation will require companies to adopt digital product passports to trace supply chains, sustainability, and recyclability across various sectors.

Part of the European Green Deal, the Digital Product Passport (DPP) will gradually be introduced starting in 2026. It will serve as a digital registry containing detailed product information—materials, production cycle, recyclability—accessible via QR codes, RFID tags, or NFC chips. In many cases, blockchain will ensure data security and integrity.

The fashion and luxury sector has led the way, with brands like Save the Duck and Rifò already implementing DPPs. According to a 2025 Forbes report citing Certilogo, 49% of fashion consumers are aware of DPPs, and 56% see them as useful for brand authenticity.

The regulation aims to combat planned obsolescence, promote circularity, and push companies toward transparency and accountability. From 2027, even imported goods must comply, extending the regulation’s impact beyond Europe.

While technical standards and IT infrastructure are still being defined, 2027 is shaping up to be a turning point. Companies must be ready—not just with new tools, but with a new mindset—to stay competitive.




TOP
y

Emet nisl suscipit adipiscing bibendum. Amet cursus sit amet dictum. Vel risus commodo viverra maecenas.

r